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Roy Paci: Musica impegnata

Abbiamo intervistato Roy Paci dopo un mese, quello di giugno, che ha visto lui e la sua band Arestuska partecipare alla compilation “Dalla Parte Di Rino” e pubblicare una canzone a favore del voto all’ultimo referendum nazionale. Nel frattempo è ancora in corso il lungo Revolotionaretour e il musicista siculo e la sua band sono appena tornati da alcune tappe all’estero.
Roy Paci non la manda certo a dire ed ecco cosa ci ha raccontato su questo giugno “caldo”, sul referendum e su un film in progetto.

Ciao Roy, ben ritrovato su LoudVision e ben tornato in Italia. Come è andato il tour? Siete appena tornati da alcune date all’estero, che riscontro avete avuto?
Il tour sta andando benissimo, non possiamo proprio lamentarci. Anche all’estero il nostro progetto ha avuto una grande adesione da parte del pubblico. Soprattutto a Colonia ed in Ungheria abbiamo fatto due date importantissime con un’affluenza di pubblico da lasciare senza parole. Devo dire comunque che non siamo identificati come gruppo prettamente italiano. Abbiamo varcato i confini non solo dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista sociale, culturale, religioso… Nel mio gruppo ci sono persone che vengono anche dall’Africa e dai Balcani. Certamente quello che scrivo è molto legato all’Italia e alla Sicilia ma i suoni fanno parte della musica del mondo.

Tu hai fatto molti viaggi per il mondo quindi hai potuto esplorare meglio diversi tipi di musica.
Esatto ed è quello che auguro a tutti di fare. È molto bello poter girare il mondo per poi tornare nella propria terra e mettere insieme quel che si è visto e sentito con tutto ciò che fa parte della tua tradizione e delle tue origini.

Tornando alla musica in Italia, giugno per voi è stato un mese intenso. Iniziamo con “Dalla Parte Di Rino”, compilation uscita a trent’anni dalla morte dell’amato e contestato Rino Gaetano. Hai qualche ricordo particolare legato alla sua musica anche se eri molto giovane quando è morto?
In realtà io sono un falso giovane (ride, ndr). In questa compilation siamo presenti con una versione riveduta e… “scorretta” della famosa “Nuntereggae più” che poi è anche il singolo. Insieme a noi hanno partecipato altri grandi artisti italiani, ognuno interpretando una canzone di Rino. Io volevo fare un omaggio alla dolce anarchia che ci ha trasmesso Rino e che è il ricordo più grande che ho di lui.

Avete cambiato un po’ il testo ma anche la versione originale è molto attuale…
Esatto. Abbiamo inserito alcuni riferimenti a fatti e situazioni di questi ultimi anni ma il testo di Rino rimane comunque attualissimo. È molto sconfortante pensare che molte cose che trent’anni fa erano motivo di denuncia lo siano ancora. L’Italia non si è mossa, è statica, fanalino di coda per la libertà di parola a livello europeo.

Sempre a giugno avete reinterpretato un grande classico di Modugno facendolo diventare una canzone a sostegno della campagna referendaria. So che avete fatto tutto in pochissimo tempo…
Abbiamo fatto tutto in un giorno e mezzo. Questo perché all’interno degli Aretuska ho dei musicisti con una preparazione individuale altissima. Sono trent’anni che faccio questo mestiere e quindi penso di poterlo dire con orgoglio. In giro ci sono tante persone che fanno musica ma moltissimi non valgono nulla. Noi siamo arrivati ad un livello tale da permetterci di trovarci, con un solo giorno di preavviso, e registrare tutto in presa diretta, come abbiamo fatto per “Votare Oh Oh”. Anche il video è stato registrato al momento grazie all’aiuto dei ragazzi della casa di produzione ProForma.

Perché avete scelto proprio il brano di Modugno?
Perché è il brano più rappresentativo della musica italiana.

Cosa ne pensi del risultato del referendum?
Penso sia stato un risultato molto significativo e siamo tutti contenti ma avrei voluto vedere più partecipazione al sud. Qui questo genere di cose non funziona mai troppo bene e mi dispiace per la mia gente.

Che ne pensi del coinvolgimento degli artisti italiani nei temi sociali e politici? Troppo o troppo poco?
Sono stanco di dover constatare che in Italia quasi nessun artista si espone in tal senso. Non hanno le palle o le ovaie (ride, ndr), temono che esponendosi gli tremi la terra sotto i piedi. Questo perché anche loro sono collusi, non in senso mafioso, con questo sistema avariato. Io non ho paura di dire come la penso e il lavoro non mi manca, anche perché mi muovo molto all’estero dove c’è un mondo tutto diverso. Molti dei miei colleghi non hanno coraggio ma a me non frega niente perché io sto dalla parte di chi dice la sua e ci crede ancora.

Vuoi anticiparci qualche progetto futuro? Ora continuerete il tour…
Si continueremo il tour fino ad ottobre. L’unica novità è che, a settembre, girerò un film come protagonista. Si tratterà di un mokumentay basato in parte sulla mia vita, costruito a cavallo tra realtà e finzione. Ma è ancora troppo presto per dirvi di più.

Va bene allora ci sentiremo a settembre per saperne di più. Ti saluto e ti lascio al tuo pranzo festoso.
Grazie, io e la band facciamo sempre festa (ride, ndr). Un saluto e un abbraccio a tutti gli utenti di LoudVision!

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