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Royal Hunt: Allegro con brio

I Royal Hunt esistono da molto tempo e, insieme a Symphony X e a Shadow Gallery, rappresentano quel piccolo gruppi di band che ha sempre considerato la qualità e la creatività artistica superiori, per importanza, al numero di copie vendute e che, purtroppo, non vanno in tour molto volentieri.

Il combo danese ha attraversato diverse fasi nel corso della sua carriera, alternando momenti felici, come l’esperienza con Mark Boals a parentesi decisamente sottotono (vedi il periodo con John West); sicuramente, i lavori migliori appartengono al periodo DC Cooper (1994-1998).

Ora, la fortuna (o la mera necessità pecuniaria) ce l’hanno riportato indietro. Di questa reunion e di molto altro potrete leggere nell’intervista che abbiamo avuto con André Andersen.

Praticamente siete stati i primi a introdurre delle parti sinfoniche e orchestrali nell’heavy metal, contribuendo proprio a creare il genere. Come vedete adesso la sua evoluzione?
Grazie! Sono molto felice che questo tipo di musica sia diventato una parte integrante di ciò che chiamiamo oggi hard rock/heavy metal. Vent’anni fa avevamo un gruppetto di band che usavano questa formula musicale (rock sinfonico neoclassico) in diverse variazioni: in modo diretto, più o meno metallico, atmosferico, progressive, orchestrale in stile hollywoodiano, gotico, con voce femminile, ecc. Alcune formazioni sono valide ma penso tuttavia che i Royal Hunt abbiano qualcosa di diverso da offrire… abbiamo sviluppato uno stile nostro, un suono personale che perfino oggi, dopo tanti anni, è ancora attuale e assolutamente autentico.

Cosa ha dato il via al ritorno di DC Cooper? È una reunion permanente o solo temporanea?
È cominciato tutto in modo molto semplice, senza un piano prestabilito: io e DC ci siamo trovati su skype e, dopo aver chattato un po’, ci siamo decisi a tastare il terreno, per così dire, e a fare qualche data insieme, ma solo per vedere se riuscivamo ancora a ricreare l’alchimia che avevamo prima. Ed ha funzionato alla perfezione. Quindi, il passo successivo era naturalmente quello di registrare un album, e sono felice di dirti che il tutto si è svolto facilmente e senza intoppi. Perciò, direi che DC è tornato stabilmente in formazione, e non si tratta di una situazione temporanea.

Il suo ritorno ha in qualche modo avuto effetti incisive sul processo compositivo e creativo?
Ogni cambiamento in una line-up determina, per certi versi, lo stile dell’album. Il modo specifico che ha DC di cantare modello lo stato mentale di chi scrive e registra e, come produttore, è necessario che io cerchi di adattare ciascun membro della band in questo modo, affinché le caratteristiche peculiari e più rilevanti risaltino.
Dopo aver sperimentato con diversi tipi di album (compreso “l’universo Royal Hunt”, ovviamente), e mi sembrava giusto farmi un po’ da parte, soprattutto in vista del rientro di DC in formazione, per riabbracciare quel tipo di sound e di songwriting che aveva la band all’inizio e che l’ha resa ciò che è oggi.
Ma, allo stesso tempo, ormai siamo nel 2012 e non potevo ricreare il sound che avevamo nel 1996, nemmeno se ci avessi provato. No, in ogni album che produco cerco di reinventare i RH un pochino, sia nel songwriting che nella produzione, quindi vedo quest’album come una progressione logica della band.

Pregi e difetti dei cantanti precedenti…

Sono stato e sono tuttora molto fortunato ad aver potuto lavorare con grandi cantanti nei Royal Hunt come Henrik Brockmann, DC Cooper, John West, Mark Boals…tutti molto diversi eppure notevolmente braci, quindi non riesco a isolare lati positivi o negativi, o a dirti le qualità e i difetti di ognuno. Hanno tutti segnato la loro ‘era’ nella storia della band in modo assolutamente professionale.

Come nasce di solito un album dei Royal Hunt?
Anche se i Royal Hunt sono un gruppo a tutti gli effetti, spesso mi capita di scrivere la maggior parte del materiale. È sempre stato così fin dall’inizio, quando ho dato il via a tutto, ed è rimasto così per qualche motivo… Credo che il mio modo di scrivere si sia evoluto in quel particolare “stile Royal Hunt” che i nostri fan sembrano apprezzare.
Quest’album non fa eccezione: ho scritto tutto io e gli altri, come sempre, hanno espresso la loro opinione, che ha portato a molti cambiamenti, sui quali ci siamo trovati d’accordo per la maggior parte delle canzoni. In seconda istanza (durante le registrazioni vere e proprie) hanno cominciato ad arricchire i pezzi con il loro contributo caratteristico che, di nuovo, è perlopiù il nostro modus operandi abituale.

Avete già programmato un tour?
Ci stiamo lavorando proprio adesso, mentre ti parlo… infatti non posso rivelarti molti dettagli, ma aprile/maggio sembra essere il periodo più probabile per cominciare il tour.
Abbiamo un bel po’ di cose in programma per i fan quest’anno, considerando anche che celebreremo il nostro ventennale. Quindi tenete gli occhi e le orecchie aperte, perché ci sono molte cose reali che stanno arrivando da voi!

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