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  • Royal Hunt: Collision Course – Paradox 2

    Royal Hunt

    Data di uscita: 14-02-2008

    Loudvision:
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Collisione o congiunzione?

Licenziato, dopo D.C. Cooper, anche John West, è arrivato per Andrè Andersen il momento di fare i conti col passato e riconoscere a sé stesso che la propria acmé compositiva si è consumata nel 1997, sul ciglio di quella collina che si chiamava “Paradox”. Sono trascorsi 10 anni alla ricerca – più o meno esplicita – di una replica, che non si è mai verificata, cagione forse di un eccessivo doping sinfonico sui suoni e sulle atmosfere.
Oggi, tuttavia, il tastierista danese tenta la carta del sequel in modo più esplicito (e rischioso): non solo lo fa nel (doppio) titolo dell’album, ma anche con l’ingresso di Mark Boals. Quest’ultimo, che pure è nato tra le sonorità power, sembra apparentemente allontanare il gruppo dal pesante barocchismo dell’ultimo passato, grazie ad una voce più leggera e versatile. In questo spirito di rinascita, vengono abbandonate le lunghe e pedanti esibizioni strumentali di Andersen (la cui tastiera perde il protagosnimo di “Paper Blood”), per sterzare su suoni hard rock meno pomposi. Il tema del paradossale conflitto tra le religioni è anche il modo per ripescare intere trascrizioni del primo capitolo. E allora, si: il richiamo coatto a “Paradox” è più che evidente ed Andersen non cade nell’errore di quei colleghi che hanno fatto del titolo un mero specchietto per le allodole. Nasce il tipico Royal Hunt album: simphonic/power potente, con buone melodie e discreta produzione.
Ma, quanto giova quest’impeccabile opera di autocitazionismo su un gruppo che, con 17 anni sulla schiena, soffre di carie alle idee? In questi termini, il collegamento al passato sembra solo il mezzo per ripescare e giustificare un songwriting ormai impossibile da innovare. Il vero Paganini non concedeva bis ed è questa la lezione che dovrebbero imparare i novelli geni… Unire due lembi può essere un’operazione chirurgica assai pericolosa ed è per ciò che a noi piacerà ricordare quest’album semplicemente come “Collision Course”: ogni diverso accostamento comporta sempre delle crisi di rigetto.

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