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La classe

I Royal Hunt inaugurano la seconda metà del 2010 con una nuova fatica da studio dopo aver risolto i vari problemi legati alla separazione dal vecchio vocalist. I tempi di DC Cooper e quelli di John West rimangono lontani e figli dell’epoca allora vissuta. Con il reclutamento di Mark Boals gloriosa voce di grandi band tra cui Malmsteen su tutti, i Royal Hunt capitanati dal sempre ottimo Andre Andersen sviolinano un album della durata di circa un’ora dove il prog viene accantonato (non del tutto, vedi “The Well”) per dare spazio ad un hard rock molto più seventies dove l’organo hammond assume maggior importanza nelle composizioni, senza sminuire il lavoro degli altri componenti della band. Un opera completa con le carte in regola per avere ottimi riscontri.

La voce di Marc è splendida in pezzi come “End Of The Line” e “King For A Day”, per citarne un paio. Andre come sempre riesce a stupire con i suoi sontuosi arrangiamenti che rendono l’intero album un gioiello che molti sapranno apprezzare a fondo senza mai stancarsi. La chitarra di Marcus Jidell, la batteria di Magnus Ulfstedt e il basso di Per Schelander, sempre precisi riescono, con estrema facilità, ad alternare ritmiche complesse con intermezzi più soft segno che il lavoro di songwriting è stato curato nei minimi dettagli. Da avere assolutamente!!!!

Pro

Contro

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