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Agente 007, Missione Goldfinger: Tante ragazze d'oro 18/11/2009
Agente 007, Missione Goldfinger: Tante ragazze d'oro
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Osmosis
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Chi non ricorda la donna dall'epidermide dorata che si metteva in bella mostra nei titoli di testa del mitico "007 – Missione Goldfinger"? O la povera Jill Masterton, che nel film moriva per mancata traspirazione cutanea proprio perché ricoperta da una vernice d'oro?

Senza alcun dubbio chi ha tenuto ben presente questo film è Milow, cantante belga (al secolo Jonathan Vandenbroeck, classe 1981) che la scorsa estate da noi – ma anche in Germania e in altri paesi – ha avuto ben più di un semplice quarto d'ora di celebrità grazie al singolo "Ayo Technology".

Il brano è una cover di quello omonimo firmato dalla stella del gangsta-rap 50 Cent insieme a Justin Timberlake, inciso nel 2007 sotto l'egida di Timbaland produttore. Il titolo inizialmente assegnato ad esso era "Ayo Pornography", e a ragione.

Infatti esso narra la storia di un triste e solitario individuo che non ne può più di far uso della tecnologia (e della propria 'fantasia') per tenersi 'in contatto' – diciamo così… – con l'universo femminile. Il testo è proprio osceno, esplicito, ma cantato da Milow in versione acustica sembra quasi quello di una canzone romantica.

Se nel videoclip di 50 Cent & Timberlake vedevamo questi vestire i panni di due agenti segreti col vizio del voyeurismo (ovviamente reso possibile dalla "tecnologia"), in quello dell'artista belga invece ecco spuntare una ragazza d'oro – almeno per gli occhi – alla guida di un manipolo di coetanee che accerchiano il cantante lentamente, come feline sempre più vicine alla preda.

Sono queste – ribaltando la situazione rispetto a quella descritta dal testo – ad avere una voglia matta di fisicità, tanto da sommergere di bava (anche se per molti spettatori si tratta di miele) – e non del pregiato metallo – il povero (?) Milow portandolo al soffocamento, come ben rivelano gli ultimissimi fotogrammi.

Peraltro la 'morte' del suddetto era in un certo senso annunciata, dal momento che suona e canta stando seduto su di una poltroncina che, capovoltasi per l'assalto delle donne, appare poi a tutti gli effetti una lapide (quasi una 'lapide da interni', oseremmo dire con ironia). Ed accanto ad essa giace poi il suo impiastricciato corpo.

Il video, ad indiscussa carica erotica, ha avuto un successo clamoroso: al momento conta oltre 75 milioni di visualizzazioni su YouTube. Ed è qui che si trova anche il relativo backstage, che mostra quanto le ragazze coinvolte avessero una silhouette meno slanciata: infatti il videoclip presenta le immagini leggermente 'stirate' verso l'alto (ciò lo si nota guardando il primissimo piano dell'artista mentre canta).

Stupisce vedere che nel celebre film bondiano, girato nei casti – almeno per noi – anni Sessanta, un personaggio chiave della storia si chiamasse Pussy Galore, ovvero "gnocca in abbondanza". Non possiamo negare che Milow, per farsi pubblicità, abbia colto al meglio il suggerimento datogli da questo nome…

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