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Point Break - Punto Di Rottura: In scena a Torino, Roma e San Polo d'Enza 10/03/2010
Point Break - Punto Di Rottura: In scena a Torino, Roma e San Polo d'Enza
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Osmosis
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Ha appena sconfitto l'ex marito, il "re del mondo" James Cameron, nell'ultima Notte degli Oscar, aggiudicandosi ben 6 statuette, peraltro nel giorno della Festa della donna.

Kathryn Bigelow, col suo "The Hurt Locker", è riuscita nella missione impossibile: battere il kolossal da 237 milioni di dollari con un film che ne è costati 15 e che purtroppo solo in pochi hanno visto.

Lo stesso non può dirsi del suo celebre "Point Break" (1991), straordinario thriller d'azione, una delle vette del genere negli anni Novanta.

Nel film un gruppo di surfisti, guidati da un leader magnetico – Bodhi, interpretato dal compianto Patrick Swayze – rapina banche per sovvenzionare le proprie costose e folli imprese tra le onde o tra le nuvole (tipo lanciarsi nel vuoto col paracadute), funzionali alla propria spericolata visione di vita. Ovvero: se non vivi 'al limite', non vivi davvero.

Per effettuare rapine, come la tradizione prevede, è necessario coprirsi il volto. Ma qui gli esecutori non si accontentano di semplici, tristi passamontagna, bensì di maschere di gomma che riproducono – seppur grottescamente – i visi di famosi ex-presidenti americani.

I quattro rapinatori, con le suddette maschere carnascialesche, celano le proprie identità dietro quelle di Nixon, Carter, Reagan e Johnson.

A quanto pare c'è stata 'brava' gente, in Italia, che ha pensato di riciclare la stessa brillante idea per svolgere lo stesso sporco lavoro…

Siamo a Torino: il 10 Febbraio 2009 due fratelli – di 46 e 45 anni – hanno provato a replicare le gesta dei surfisti nella filiale Unicredit in Via Pollenzo, ma invano. Appena usciti da una porta posteriore dell'istituto – con un malloppo di 70.000 euro – sono stati arrestati dai carabinieri del Comando Provinciale di Torino. Con loro c'era un complice che è riuscito a svignarsela. Le maschere dei due arrestati replicavano le fattezze degli onorevoli Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri!

Invece, il 5 Febbraio 2010, a San Polo d'Enza – nella Bassa Reggiana – i malviventi non erano tre ma quattro. E soprattutto, i due che hanno fatto irruzione nella filiale del Credito Emiliano hanno sfoggiato, con spirito bipartisan, uno la maschera di Berlusconi, l'altro quella di Massimo D'Alema. I carabinieri di Reggio Emilia, che hanno acquisito le immagini a circuito chiuso della banca, non sono ancora riusciti a rintracciarli…

Il 14 Febbraio dello stesso anno, a Roma, è andata invece malissimo ad altri quattro giovani banditi armati con calibro 38 giocattolo. Anche qui all'insegna della par condicio la selezione delle maschere: D'Alema e Gianfranco Fini. Dopo il colpo – riuscito – in un supermercato in via della Rustica (che ha visto i dipendenti consegnare l'incasso del sabato pomeriggio), i rapinatori sono stati subito rintracciati grazie al numero di targa della vettura usata per fuggire. Insomma, tutto riuscito eccetto il finale.

Di certo "Point Break" non avrà portato ad una crescita del numero delle rapine, ma non si può negare che almeno così i travestimenti siano divenuti più originali: un tocco di colore in più in cella!

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