Home > Recensioni > Rumatera: La Grande V
  • Rumatera: La Grande V

    Rumatera

    Loudvision:
    Lettori:

Vuto Prosuto?

Dando per assodato che le parole chiave dell’album sono: ironia, grezzume e festa tantona, a me il disco è piaciuto moltissimo.
Ha il gusto di limonate junior nei centri sociali della provincia veneta, di grandi grigliate annaffiate di vino – che il Tavernello al confronto è ambrosia – e di primi spinelli nei bagni della scuola.
Sarò nostalgica ma io lo trovo irresistibile.
È un disco completamente random.
La prima traccia ti fa venire voglia di ballare con le infradito, una gonna-pantalone fatta con 5-6 metri di tessuto e la borsa di tela.

La seconda, di prendere la bomboletta e andare in corteo, anche se non sai bene il perché, ma ormai hai imparato la risposta giusta: “contro il potere dei potenti”.
La terza, con le Cattive Abitudini, è la canzone che avrei voluto mi dedicasse il mio primo morosetto.
Con la quarta calano l’asso di bastoni, Gianni Drudi (scusate il doppio senso). Tranquillamente evitabile.
Ma è la ballad dell’album che mi ha fatto innamorare. Un bellissimo featuring con il Trio Medusa che per l’occasione ha pure riesumato Lene Marlin.

Pro

Contro

Scroll To Top