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Russell Crowe e Ryan Gosling presentano The Nice Guys

Russell Crowe e Ryan Gosling (o Rino Ragazzino, come lo chiama il collega) sono a Roma per presentare “The Nice Guys“, accompagnati dal regista Shane Black e dal produttore Joel Silver. Arrivano in sala per la conferenza stampa con quasi sessanta minuti di ritardo, ma sanno come farsi perdonare, tra battute, risate e risposte non banali e la saggezza di schivare le domande più futili (a Ryan spetta l’immancabile «cosa si prova ad essere considerato un sex symbol?»).

“The Nice Guys” nasce dalla fantasia di Shane Black, che negli anni 90 ha creato il duo Martin Riggs/Roger Murtaugh protagonista di “Arma letale”, scritto “Last Action Hero” e “L’ultimo boyscout”, mentre in tempi più recenti è stato il regista di “Iron Man 3″. Insomma, un vero maestro del cinema d’azione con venature ironiche, che con “The Nice Guys” — scritto in collaborazione con Anthony Bagarozzi — si conferma ancora capace di dar vita a personaggi accattivanti, belle storie e momenti davvero divertenti.

Come in “Arma letale”, i protagonisti di “The Nice Guys” sono una coppia improbabile — Jackson Healy (Crowe) picchia persone su commissione, Holland March (Gosling) è un consusionario investigatore privato — messa insieme per caso e che riserverà molte sorprese.

Shane Black vede “The Nice Guys” come una «decostruzione del genere crime» e crede che sia un errore «limitare un film a un solo tono emotivo: dramma e commedia posso convivere». Gli fa eco Russell Crowe: «non capisco perché dai film drammatici bisogna eliminare ogni aspetto comico. Il comico ha il potere di scardinare i meccanisci narrativi, ed è molto più immediato del dramma: in una commedia sai subito se una battuta funzionerà o meno».

In più, quella di “The Nice Guys” è una storia originale, in un’epoca cinematografica satura di sequel, remake e reboot (gli stessi Crowe e Gosling saranno rispettivamente nel nuovo “La mummia” e nel seguito di “Blade Runner”): «Uno degli aspetti che più mi hanno attratto nella sceneggiatura di Shane era proprio il fatto che fosse una storia originale, non tratta da libri o comunque da materiale pre-esistente. Ma non ho problemi con sequel o remake, dipende da come sono realizzati. Nel caso di “Blade Runner”, è uno dei film che ho sempre amato, e anzi, devo dire che da ragazzino mi piacevano molto i sequel, perché era bello seguire l’evoluzione dei personaggi e l’espansione di un mondo».

«Pensiamo al teatro — aggiunge Crowe — dove Amleto si mette in scena di continuo. Al cinema invece questo sembra essere un problema. Nella “Mummia” farò un piccolo ruolo, ma non è un remake vero e proprio. Oggi gli studios ripropongono personaggi e storie che il pubblico conosce già ma che poi vengono sviluppati ad alti livelli creativi – tutta la serie dei mostri prevista da Universal, di cui “La mummia” fa parte, non sono dei semplici rifacimenti».

Tra i punti di forza di “The Nice Guys” c’è la scrittura dei personaggi, sia principali sia secondari, sia maschili, sia femminili: «Nel film vediamo la classica femme fatale in pericolo ma anche una ragazzina, la figlia tredicenne di March (interpretata dall’australiana Angourie Rice) molto più sveglia dei protagonisti adulti». E poi c’è Kim Basinger, che porta con sé ovvi e ironici riferimenti a “L.A. Confidential”.

Russell Crowe, entusiasta dei personaggi creati da Black, aggiunge anche una riflessione sulla propria carriera: «la bellezza del mestiere d’attore è che i ruoli cambiano con l’età. Quando ho iniziato ero sempre più giovane dei registi con i quali lavoravo, ora mi ritrovo spesso ad essere il più vecchio. Per me comunque non è un problema interpretare anche personaggi più anziani rispetto alla mia età anagrafica. Sclego i ruoli come ho sempre fatto: leggo la sceneggiatura e se la storia mi coinvolge, allora accetto. Questa è l’unica cosa importante».

E per quanto riguarda i progetti futuri di questi nice guys? Non dimentichiamo, tra l’altro, che il produttore Joel Silver ha recitato in “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”: tornerà a fare l’attore? «Ryan è il mio agente, lascio rispondere lui».

Gosling: «Beh, io sto preparando nuovi film da regista e spero proprio di avere Joel nel cast (ride, ndr). Cercate sul web il video in cui Joel sgrida me e Russell perché non twittiamo abbastanza, è una performance fantastica» (vedi sotto).

Crowe: Oh sì, l’anno prossimo agli Oscar ci sarà una nuova categoria apposta per Joel: “Best Actor in an Interstitial Social Media Gag“.

Anche Russell Crowe, come Gosling, vorrebbe tornare ad occuparsi di regia: «Mi piacerebbe, ma deve essere un progetto davvero stimolante. Mi offrono roba del tipo “quatto persone intorno a un tavolo”, e proprio non mi interessa. Io voglio avere una vasta tela a disposizione, voglio essere Tizianio. E visto che ricordo ancora quanto Ryan sia stato bravo nel ruolo di Young Hercules, spero di riuscire a scritturarlo nel ruolo di Young Caesar».

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