Home > Recensioni > RY X: Unfurl
  • RY X: Unfurl

    Infectious Music / none

    Data di uscita: 15-02-2019

    Loudvision:
    Lettori:
    5 (100%) 1 vote[s]

Correlati

Probabilmente se non avesse mai impugnato una chitarra o non avesse cominciato a scrivere sin da giovanissimo, Ry Cumming sarebbe rimasto a fare surf ad Angourie, sulle coste orientali australiane. A 22 anni era in giro per l’America con l’incarico di aprire i concerti dei Maroon5 e al contempo scriveva i testi di quello che sarebbe diventato l’album che gli avrebbe conferito notorietà a livello internazionale. Nel 2016 si realizza il sogno, riduce il cognome ad una X e pubblica un ensamble di 12 tracce intitolato Dawn. Un longplayer che si aggirava tra i banchi di musica indie pop folk e stringeva bonariamente le mani ai vari Bon Iver, Iron & Wine, Angus Stone e al collega connazionale Chet Faker. Fa sorridere tra l’altro che i due si somiglino parecchio. Un codice hipster che negli anni è rimasto immutato: barba folta, cappelli lunghi, cappello, anelli e maglie di flanella che scoprono un petto leggermente villoso. Sì, signore, anche d’inverno. Ma ciò che attira di questo ragazzo non è solo il bell’aspetto o lo stile ricercato, no, no, RY X è molto più di un ragazzotto surfista, perché basta sentirlo cantare per rimanerne incantati. Un timbro vocale molto smooth che crea atmosfere fantasmagoriche ed eteree contornate da una chitarra mai invadente, quasi sempre pizzicata. Il prossimo 15 febbraio 2019 esce Unfurl, via Infectious Music, anticipato dal singolo atmosferic pop Untold. Già da un primo ascolto dell’album notiamo che RY X ha cominciato a sperimentare l’elettronica, quasi a voler dare una velocità diversa alle canzoni, uscendo pian pianino dalla sua melodrammatica confort zone ma rimanendo ipnotico, vulnerabile e toccante. Gira che ti rigira il nuovo lavoro non sembra differenziarsi molto dal precedente se non fosse per una maggiore sicurezza nella voce e la ritmica accelerata. Bound ne è la conferma con la sua timbrica carezzevole e il falsetto incalzante. Yayaya irrompe nella scena dreamy e trasognata. Unfurl “spiega” l’evoluzione di Dawn: tornano le emozioni elementari, l’amore, la natura, la solitudine e si rimescolano ad un vissuto e ad un cambiamento, seppur lieve, in ambito musicale dove emerge la maturità dell’artista. Sui canali di musica troverete i video dei primi quattro singoli estratti, aventi come soggetto quattro donne coperte da un velo, esposte al vento, esili figure che si stagliano in paesaggi desolati. Unfurl dà un po’ quest’impressione, quello che il titolo di quest’album suggerisce: spiegare, srotolare; un suono che veleggia verso una dimensione isolata, dove il corpo e l’anima rimangono salde nella bufera.

Pro

Contro

Scroll To Top