Home > Interviste > Sabaton: Un occhio al passato e uno sguardo al futuro

Sabaton: Un occhio al passato e uno sguardo al futuro

Appena prima della data meneghina del “World War Tour”, LoudVision ha il piacere di incontrare il bassista Pär Sundström che racconta il passato da cui traggono ispirazione e molte novità da aspettarsi per il prossimo futuro.

Da sempre cantate di guerra: perché darsi al war metal?
È semplicemente l’argomento che ci piaceva più di qualsiasi altro e ci dà molto di più il parlare di cose realmente avvenute. Siamo ovviamente grati di non avere avuto noi stessi esperienze di guerra e ci piacerebbe che in un mondo ideale non ce ne fossero. Purtroppo però ne succedono e ne sono successe e raccontare di questi avvenimenti calza a pennello con i nostri interessi e credo anche con la nostra musica!

Avete mai sentito il bisogno di cambiare argomenti o di non parlare proprio di guerra?

Abbiamo effettivamente pensato a cosa scrivere se non volessimo parlare di guerra. E avremmo tonnellate di altri temi, probabilmente… però non c’è nulla che ci colleghi a quegli argomenti così tanto (come ai temi di guerra, ndr.).
Sfortunatamente le persone hanno continuato a uccidersi nelle guerre da ché ne abbiamo memoria e probabilmente ancora prima di allora, quindi non credo che saremo mai a corto di idee o di ispirazione. Però può essere che andremo un po’più indietro nel tempo, ma sempre parlando di fatti storici piuttosto che finzione.
Potremmo anche scrivere di temi completamente sconnessi dalla guerra, però sarebbe un po’ deludere i fan, che non sarebbero troppo contenti. E dato che non saremmo niente senza i nostri fan, non vogliamo farli arrabbiare o scontentare.

E in effetti anche qui in Italia siamo contenti ogni tanto di non sentir cantare di draghi o regni! Parliamo invece dell’ultimo vostro album “Coat Of Arms”: il riscontro è migliore o peggiore di quanto avevate previsto?
Avevamo un sacco di pressione addosso nello scrivere quest’album, dato che “The Art Of War” aveva ricevuto le migliori recensioni possibili e sentivamo che sarebbe stato impossibile ottenere giudizi dello stesso livello.
Non ci siamo concentrati sulla stampa, ma su di noi e su quello che avremmo dovuto fare e speravamo che ai fan potesse piacere allo stesso livello del precedente.
Ci siamo focalizzati sulle melodie e sull’ottenere ottime heavy metal songs, pensando anche che poi queste canzoni sarebbero cresciute suonandole live, in modo che le persone che fossero venute ai nostri concerti avrebbero avuto qualcosa in più di quello che c’è sull’album.
Le reazioni da parte dei media – finora – sono state migliori di quanto ci aspettassimo, e da parte dei fan… fantastiche!

Avete già fatto una manciata di date di questo tour a supporto di “Coat Of Arms”, i live come stanno andando?
Abbiamo fatto show incredibili che non avremmo mai immaginato di fare in questo tour (il loro primo tour europeo come headliner, ndr). Già ora molte date sono sold out, e il pubblico completamente pazzo! Abbiamo passato ottime serate, siamo assolutamente soddisfatti sin qui ed è molto oltre le nostre aspettative.

Avete davanti quarantacinque date da qui a dicembre. Come farete a salire quasi ogni sera sul palco senza mai stufarvi?
Be’, alcune delle canzoni le suoniamo due o trecento volte e non sono stanco di suonarle! La cosa più importante di tutte è quando c’è il feeling con la band e tutto gira bene. Nei live siamo uniti come band e ci aiutiamo sempre a vicenda a spingere al massimo.
Prima di una data non siamo mai demotivati, saliamo sempre sul palco per dare il massimo e non importa quanta gente ci sarà a vederci. A noi non interessa se è un festival con cinquantamila persone o un concerto con cinquanta… la cosa non ha influenza sullo show che possiamo fare.
Queste quarantacinque date comunque sono una strada molto lunga! (ride, ndr)
[PAGEBREAK] Ho sentito alcune voci che parlano di un imminente DVD. È vero? State già registrando qualcosa in questo tour?
Sì, sì, è vero! Abbiamo iniziato a registrare dal primo concerto, abbiamo una telecamera con noi e stiamo riprendendo ogni singolo show. Non sarà una produzione di alto livello e sinora non avevamo le conoscenze per produrre un DVD, ma quando finiremo questo tour ci siederemo e vedremo il materiale e se ne abbiamo abbastanza.
Abbiamo già parecchi concerti registrati e parecchio materiale degli ultimi dieci anni, credo proprio che potremmo fare un bel DVD per mostrare a tutti come siamo e come siamo stati!

Siete passati spesso in italia di recente: quest’estate al Gods Of Metal, l’anno scorso con gli Hammerfall. Quella volta avete promesso che sareste tornati, e così è stato. Cosa vi aspettate da questa serata con finalmente uno show completo?
Sfortunatamente non abbiamo fatto poi così tanti show qui, ma spero che faremo diversi altri concerti qui in Italia. Anzi sono certo che accadrà: stiamo già pianificando un tour secondario per l’Europa e ci saranno altre date in Italia, perché qui non siamo ancora riusciti a raggiungere bene tutte le persone. In pochi ci hanno visti e siamo sempre stati qui per show da 30 minuti, come band spalla o in festival, per di più in orario mattutino. Ed è per questo che non ci aspettiamo una grande affluenza oggi qui a Milano.
Ci piacerebbe che la gente possa vedere uno show dei Sabaton completo, faremo come cinque anni fa in Svezia: non fare da supporto ad altre band e non andare in una sola città, ma toccare diverse località. E questo tour è già pianificato con diverse serate in Italia, Spagna e Portogallo, per essere sicuri di non dimenticare nessun Paese!
I Sabaton non sono una band per qualche persona in una sola città, sono una band per tutti!

Ultima domanda sul vostro tour: ci dici qualcosa degli Alestorm, che stanno aprendo le serate per voi?

Il primo contatto con loro è stato quando stavamo leggendo lo “Sweden Rock Magazine” un paio di anni fa e c’era una frase degli Alestorm in cui dicevano: «La miglior band svedese di tutti i tempi sono i Sabaton». Noi eravamo stupiti e pensavamo: «E chi sono questi ragazzi?».
Poi è capitato di incontrarli a un festival e ci hanno detto qualcosa tipo: «Se andrete in tour e non ci includete, dovete aspettarvi che verremo alle vostre porte e vi massacriamo di botte. O ci chiamate quando andate in tour o vi ammazziamo!»
Li abbiamo chiamati, così non hanno dovuto ucciderci! (ride, ndr). E calzano più che bene nel tour, sono ragazzi fantastici… pirati scozzesi… siamo contenti di averli con noi in tour.

Per chiudere l’intervista vorrei soddisfare un paio di curiosità: qual è il significato di “Primo Victoria”?
“Primo Victoria” è latino ed è difficile da tradurre (forse per loro. In italiano letteralmente: “Prima Vittoria”, ndr.). Sarebbe come pensare alla prima vittoria degli alleati, che nella seconda guerra mondiale poteva essere lo sbarco in Normandia il 6 giugno, che poi è quello di cui parliamo nella canzone.

Ho scoperto che Joacim parla benissimo l’inglese e la cosa mi ha stupito! Perché allora quando sale sul palco ha quella pronuncia così sporca? Come gli è venuto in mente di iniziare a cantare così?
Prima del perché canti così ci si può chiedere direttamente perché canti! Questo è interessante: lui era entrato nella band come tastierista! In quel periodo non sapevamo cosa fare con la band, senza cantante non avevamo nulla, nessuna canzone.
Quando poi dovemmo fare il primo concerto avevamo bisogno di un cantante e abbiamo provato tutti. Joakim faceva cagare (sorride, ndr), ma era la più interessante delle voci ed era il più eccezionale dei ragazzi.
Il suo cantato suonava male, ma allo stesso tempo era figo… così gli abbiamo detto: «ok, da ora in poi sei tu il cantante», e lui: «che cazzo, non ho mai toccato un microfono!». «E allora è meglio che impari a cantare!».
E ora canta da più di dieci anni, è passato dal non aver mai toccato un microfono ad essere un valido e talentuoso cantante.
E per il modo in cui canta, beh… si deve prendere per come è. Quella è la sua voce e non penso che potrà mai cambiare… può cantare solo così! (ride, ndr) A volte in studio abbiamo provato a dirgli di tentare con una voce un po’più sexy, ma il massimo che gli usciva era grrr grrrr grrr. Non è fatto per cantare ballad o cose più soft da ragazze! (ride, ndr)
Ma calza a pennello con il sound dei Sabaton e ne siamo felicissimi!

Grazie mille Pär da parte di LoudVision!
Grazie a voi!

Pär si trattiene ancora qualche minuto a chiacchierare, insistendo sul prossimo tour che toccherà nuovamente l’Italia, segno che la band è puramente focalizzata all’aspetto live dove effettivamente riesce a dare qualcosa in più rispetto ai brani incisi.
E ce ne danno piena testimonianza un’ora dopo con la loro imponente presenza sul palco dell’Alcatraz di Milano (di cui potete leggerne il report completo).

Scroll To Top