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  • Saga: 20/20

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Il ritorno dello jedi

Moratti è un cognome che non sempre nella storia ha riscosso grande successo. Questo vale anche in ambito musicale, in particolare si applica perfettamente alla biografia dei Saga, band progressive rock statunitense in giro per il mondo dal 1977, la quale s’è ripresa la voce originale di Michael Sadler per dire addio a Rob Moratti.

“20/20″ è esattamente il ventesimo album del gruppo, un po’ sotto le righe rispetto alle glorie passate, ma sicuramente testimone della professionalità di cui soltanto i musicisti seri e con la testa sulle spalle sono dotati. Non aspettatevi dunque il grande botto; gioite, però, di pezzi ben costruiti quali “Six Feet Under” e “Anywhere You Wanna Go”- i primi due, forse quelli che rimangono più impressi- o della ballata “Lost For Words” in stile melodico.

Gli assoli di Crichton riescono a coordinarsi senza grandi problematiche all’uso quasi maniacale che viene fatto delle tastiere (mai state così invadenti e padrone prima di “20/20″), andando di conseguenza ad accontentare anche chi si aspetta un po’ di virtuosismo durante l’ascolto.
I Saga si divertono a eseguire i propri brani e ciò si percepisce sempre più man mano che si presta maggiore attenzione all’album; quando la band svolge volentieri il mestiere non si può che esserne felici.

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