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  • Salmo: Playlist

    Sony Music / Sony Music

    Data di uscita: 09-11-2018

    Loudvision:
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Una settimana prima dell’uscita di “Playlist“, quinto disco in studio di Salmo (al secolo Maurizio Piscedda) uscito per Sony Music Italia e Machete Empire Records il 9 novembre, qualcosa mi aveva fortemente disturbato.

Quel qualcosa riguardava un video riguardante la promozione del disco, pubblicato su un profilo ad hoc creato su PornHub che raffigurava una milfona cogliere in fragrante il figlio mentre, citando Mario Venuti, “andava a mano libera” ascoltando una traccia nuova dell’album (“ho paura di uscire”), intimava la madre ad uscire con un agghiacciante “mamma, sto sborrando!”. Il disturbo fu dettato dal fatto che, per fare fondamentalmente impazzire i ragazzini, si sia ricorso a un becero escamatage, quello del porno. Perché diciamocelo, se vuoi davvero caricare un video su Pornhub, per me, devi almeno fare un clip hard con il birillone di fuori, come hanno fatto anche altri artisti, più o meno fuori di testa, in altri paesi.

Ascoltando il bellissimo disco già record (più di 10 milioni di stream in un giorno) ci si dimentica però in fretta di quella provocazione. “Playlist” è un lavoro complesso nel modo di presentarsi. Non è un concept album, il sound varia di brano in brano, così come il tono dei testi, a volte fortemente taglienti, altre volte ironici e parodistici.  Se da un lato costruire un disco-playlist può sembrare una paraculata, dall’altro realizzare un progetto che abbia una sua credibilità e corenza stilistica è un compito che quasi nessuno riesce a fare. Il fil rouge di tutto il progetto, dopotutto, sono le liriche: dalla pontenza espressiva di “90 min” si passa immediatamente al brano più potente dell’album, “Stai zitto“, in cui  oltre ad avere un ritornello che è la perfetta sintesi del pensiero politico sociale del nostro Paese (“non arrivo a fine mese (stai zitto), tutta colpa dei migranti, senegalesi e marocchini”), è impreziosito da una strofa straordinaria di Fabri Fibra.

A partire dalla terza traccia inizia un curioso gioco di opposizioni:”Ricchi e morti“, parodia in salsa trap di chi vuole ottenere il successo per i soldi, è contrapposto a “Dispovery Channel“, in cui con la collaborazione di Nitro Salmo urla il bisogno della fame, della necessità di costruirsi il proprio futuro e la propria vita, a prescindere da tutto.

Gioca di opposti anche il brano successivo “Cabriolet“, che vanta il feautiring di Sfera Ebbasta; qui due artisti completamente diversi ma imbattibili nei loro rispettivi campi rendonono interessantissimo il mix tra l’approccio Hardcore del sardo e l’innata musicalità del trapper di Ciny, rendendo il brano solo all’inizio straniante ma successivamente irresistibile. Chiude il cerchio “Sparare alla luna” (feat Coez), dove Salmo interpreta un agente speciale della DIA, esattamente il contrario del celebre pusher della hit del disco precedente “Don Medellin”.

L’ultima collaborazione presente, quella con N’stasia, è forse l’unica non riuscita dell’intero progetto. Sarà la straordinaria qualità dei brani che la precedono, sarà che, alla fin fine, è il solito pezzo con strofa e ritornello inglese, di fatto “Il cielo nella stanza” non aggiunge nulla di particolare e risulta abbastanza scollato dal resto dei brani. Capolavoro assoluto l’ultima traccia, “Lunedì“, liberamente ispirato al fantastico brano di XXX Tentacion “Everybody Dies in Their Nightmares”, dove il rapper mette nero su bianco tutti i suoi tormenti interiori, toccando picchi di espressività pura: “Ho paura di impazzire e di tornare fuori/mi voglio ripulire e dare colpa alla droga/dici se non piove non nascono fiori/io sono ottimista e ci piscerò sopra“.

Si chiude in questo modo il disco più evocativo di Salmo, che compie un passo in avanti rispetto a “Hellvisback” proprio per il tipo di scrittura, quasi cinematografica che riesce a farti immediatamente immaginare ciò che si racconta attraverso il testo. Non sarà dunque un caso che il rapper abbia pubblicato, per la prima volta in Italia, il videoclip di “Sparare alla luna” direttamente su Netflix con gli attori di Narcos, sancendo l’ennesimo primato per un artista italiano. In attesa di vederlo su Pornhub. Ignudo. Con il birillone di fuori.

 

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