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  • Saltatio Mortis: Erwachen

    Saltatio Mortis

    Data di uscita: 24-01-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Bizzarro, non trovate?

Ci sono molte bizzarrie nel mondo. Una di queste è prendere una band tribale e farla cantare in tedesco. Non sono un nemico delle antinomie, ma è bizzarro. Come bizzarro è questo disco che si pone a metà strada fra…
No ricominciamo. Ci sono molte cose bizzarre in questo pianeta. Una di queste potrebbe essere promuovere una propria band come progetto medievaleggiante in chiave moderna, e poi mischiare tastiere inutilmente coniugate a cornamuse e strumenti d’epoca con dance beats, effetti elettronici poco bene incastrati. Non sono un nemico del paradosso ma è bizzarro. Come bizzarro è questo ultimo album dei Saltatio Mortis che propongono un…
Chiedo venia. Ci sono tanti grandi progetti bizzarri al mondo; per esempio quando individui dal talento di dubbia reputazione (se esiste un talento di dubbia reputazione in italiano, basta che funzioni in chiave bizzarra) si mettono davanti al pentagramma con la carezzevole tentazione di sperimentare la fusione dei generi. Sono grandi progetti e io non sono contro i grandi progetti, ma talvolta i risultati possono essere bizzarri. Come bizzarro è quest’ultima proposta della Napalm, i famigerati electro-pop-beat-drum-guitaroriented-folk…
Senza prenderci troppo in giro: esiste un certo grado entro cui la commistione di generi si salva, e in questo specifico caso esso è minore o uguale a zero. Nel primo caso (minore di zero) implicherebbe l’eliminazione di Saltatio Mortis dai cataloghi della Napalm, il che sarebbe gran cosa. Nel secondo addirittura la semplice accettazione della loro esistenza, e qui subentrano le difficoltà digestive. Questa è indefinibile fiera del pacchiano, tra cantato in tedesco assolutamente irrilevante: timbro, spessore della voce, tonalità – bassa e grave tanto per dilettarsi con un po’ di creatività – … Ma cosa sono costoro? E gli inserti dance mischiati al trip pop? Non dimentichiamo che nel medioevo l’analfabetismo era una dominante demografica ed una musica eccessivamente ricercata non avrebbe mai attecchito. Non dimentichiamo che parte della raccolta dei Carmina Burana erano balli popolari, oggi diremmo commerciali, e quindi Saltatio Mortis ha intessuto per noi in chiave moderna una trama filologica che ricerca attentamente di tradurre nel mondo moderno quel feeling democratico che animava i popoli di un tempo. Quel che non si spiega, ma ci avrei giurato che anche nel più scaltro tentativo di far quadrare tutto qualcosa sfuggisse per andare a costituire l’elemento x, l’ignoto contro il quale non si può combattere con le normali armi della logica: il rock’n’roll, la chitarra e la batteria rock’n’roll, il suo non c’entrare niente come la cover “God Gave Rock’n’Roll”, su cui si staglia una cornamusa gagliarda, che avrebbe lo stesso effetto di un colpo esploso da un M4 Sherman durante le prove dell’orchestra della Scala.
Non mi resta che chiedermi: in quale giorno dio creò i Saltatio Mortis? E proprio in quel giorno non poteva riposarsi?

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