Home > Recensioni > Samael: Above
  • Samael: Above

    Samael

    Data di uscita: 06-03-2009

    Loudvision:
    Lettori:

L’altro lato dei Samael

Capita a volte che sia necessario tornare indietro per ritrovarsi. I Samael in passato hanno rappresentato un movimento importante di evoluzione per il metal europeo, nel 1996 con “Passage” e a seguire con “Eternal” si scrollavano di dosso il black metal dinamico e le vestigia dei connazionali Celtic Frost per entrare in un proprio mondo fatto di contaminazioni elettroniche e suoni digitali, cesellati con gusto e ispirazione.
I metallari storcevano il naso, loro lanciavano un trend.

Con il precedente “Solar Soul”, un disco troppo laccato, pigro, privo di mordente, gli elvetici avevano toccato il fondo dell’ispirazione ed esaurito quel nuovo filone inaugurato dieci anni prima.
Da questa situazione nasce “Above”, che Vorph e Xytras si sforzano di giustificare come l’anello mancante tra “Ceremony Of Opposites” e “Passage”, ma che non suona affatto come un disco dei Samael.

La realtà è che stiamo ancora qui a parlarne perché i Samael hanno talento; “Above” più di “Solar Soul” suona genuino e ispirato, e mostra la loro migliore capacità, quella di saper trasformare le idee in musica, di creare composizioni che abbiano groove senza essere banali. Lo fanno con un disco pagan-black, di cui alcuni pezzi potrebbero potrebbero essere stati scritti dai Primordial, tanto simili sono le selve di chitarre, le galoppate di batteria, i tremolo-pick stridenti. L’elettronica? Un vago ricordo.
A questo punto la domanda diventa: è un buon disco pagan-black?

Sì e no, probabilmente il migliore che abbiamo sentito negli ultimi tempi. Sicuramente non esente dai difetti insiti nel genere stesso, dalla ripetitività dei brani, alla banalità di certe soluzioni, e ancora alla piattezza del riffing. Il cuore ce lo mettono: almeno una metà dei brani può essere ritenuta più che buona, evocativa, pulsante, epica.
Però questi non sono i Samael. C’è l’esperienza e c’è il songwriting, c’è anche una specie atipica di groove (“Illumination”). Manca il coraggio, la sfrontatezza e la sicurezza di creare le regole, il sublime sforzo creativo che abbatte un sistema.
Sorge spontanea la domanda: che cosa vorranno fare adesso?

Scroll To Top