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  • Samael: Black Trip

    Samael

    Data di uscita: 13-10-2003

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Un viaggio da dimenticare

Uno è un voto dal significato molto preciso quando attribuito ad un prodotto che ha come oggetto una band affermata: i Samael. Il 2003 è stato un anno “zero” nel senso di risultati, salvo l’aver ottenuto il tanto agognato divorzio dalla Century Media. Quest’ultima, ha combattuto strenuamente per riuscire a confezionare un commemorativo doppio DVD, con ben tre live a disposizione per constatare lo stato della band nelle sue tre fasi cruciali: la maturità nel genere estremo (Illinois, USA 1994), la sperimentazione black metal-elettronica (Krakov, Poland 1996), la presunta crescita della band oggi (Live at Summer Breeze Festival, Germany 2002). I Samael non hanno mai autorizzato questa uscita, al punto di non inserirla ufficialmente nella loro discografia e di dissociarsi da qualsiasi contributo alla lavorazione e cura della stessa.
Cominciamo dal DVD 1: l’intero live al Summer Breeze Festival contiene da solo 15 canzoni, equamente tratte da Eternal e da Passage, più l’immancabile “Black Trip”. Il live viene introdotto da “Era One” presumibilmente il side-project a cui Vorph e Xy hanno lavorato per tutto il 2001-2002 e che deve ancora trovare pubblicazione pur essendo già ultimato. Dalle prime note sembra promettere bene. Inizia “Year Zero”, inizia anche il disastro. Premettiamo che per una band mediamente ‘costante’ (le cui canzoni scivolano un po’ tutte nello stesso modo) è necessaria una scenografia interessante; in questo festival abbiamo, purtroppo, solo una buona danza di luci. La speranza si ripone, dunque, tutta nel suono: che sia curato, pieno e pulito a sufficienza per farci distinguere ogni canzone. Tale aspettativa viene puntualmente disattesa dalla produzione sorda, ovattata, imprecisa. Un mixing compresso e poco apprezzabile per un formato come il DVD. La postproduzione è del tutto assente, quella che sentirete è la band nuda e cruda, diligente ma con le chitarre che suonano tutte nello stesso modo, con le tastiere non sempre ben udibili, con una buona drum machine, con il basso assente o non pervenuto nel mixing finale, a meno che non pompiate bene un subwoofer potente più che a dovere. Vi mettereste voi a guardare un’ora e mezza di concerto con audio da live Mtv in presa diretta? Con un gruppo come i Samael, credo che la risposta sia no, e il motivo è presto detto: manca metà dell’effetto psicologico tagliente, preciso, potente, che risiede nella pienezza e nella definizione del sound, e che ha reso i Samael rispettabili in passato. Alla prima visione del live, che propone sempre le stesse inquadrature, Vorph come al solito dedito al suo lavoro e distante dal pubblico, le drum machine e gli effetti di Xytras dare sempre il via alle canzoni, vi ritroverete ad essere soltanto curiosi di sapere come comincerà la prossima canzone, che tipo di approccio ci sarà, se Vorph si deciderà a proferire qualcosa di più di un semplice ‘thank you’; poi ogni pezzo si spegnerà nel disinteresse dopo circa 30 secondi. Faccio menzione a parte per “The Ones Who Came Before”, che propone un attacco di drum machine frontale da paura, ben riprodotto visivamente dalle dalle flashing lights della scenografia. Potremmo dire che metà della colpa è della mancata cura del prodotto: tolta la confezione e la ripetitività dei brani ad una definizione audio che rende monotona una band già di per sé introversa, la condizione di salute dei Samael non sembra preoccupante; nonostante la melliflua e ottimistica vena di Eternal, e la volontaria riduzione di potenza e velocità della drum machine in alcune canzoni di Passage, quando vogliono riescono a farsi sentire ancora estremi e degni di rispetto. Si conclude la visione del dvd con i tre promo video realizzati dalla band, l’ottimo “Jupiterian Vibe”, il futuristico-new age “Infra Galaxia”, e il nostalgico “Baphomet’s Throne”: come non ricordare che i video black metal di una volta erano tutti così… [PAGEBREAK] Le sorti vengono lievemente risollevate nel secondo DVD con il concerto polacco a Krakov; i fan della band ricorderanno che la Century Media estrasse gli ultimi due brani per una compilation delle sue band in versione live. Forse perché inteso sin dall’inizio come un concerto destinato ad essere utilizzato in qualche modo, il suono giunge alle orecchie più preciso, lievemente più corposo. Complice la dispersiva opacità del primo DVD, sembra quasi un gradito ritorno ad una sobria consistenza. Tuttavia, c’è sempre il problema che il genere musicale in sé richiede il massimo, se non dal punto di vista scenografico, almeno dal punto di vista della fedeltà e della miscelazione dell’audio. Vorph è sicuramente freddo e diligente come cantante e come chitarrista, ma le telecamere quasi statiche, il video pulito e banale, l’approssimatezza del Dolby Digital non rendono per niente la sua prestazione allo spettatore ormai annoiato dal trovarsi di fronte ad un lunghissimo bootleg professionale. Per gli amanti dell’underground al termine del secondo live giunge un video amatoriale filmato a due inquadrature di un concerto avvenuto in Illinois nel 1994. Palco piccolissimo, band essenziale e statica, e in più la caricatura vivente: Rodolph H. alle tastiere. Genuino e sicuramente una chicca per i meno esigenti e die-hard fans dei Samael, se almeno quanto precede fosse gustabile o in qualche modo interessante. Così si chiude nella mediocrità, invece, uno svogliato copia e incolla di vari concerti resi con la minima cura, forse perché nemmeno la Century Media era interessata a rendere tributo ad una band con cui ha avuto i suoi problemi.
A rendere più forte quest’impressione sta la serie di interviste fatte negli studio al termine delle registraizoni di “Passage”. È evidente che si tratta di un’intervista pro-forma, persino Vorph si lascia andare e sbiascica un inglese vistosamente contaminato della sua lingua madre. Non vi è neppure necessità di vedere oggi un’intervista su cosa pensavano i Samael di Passage nel 1996: il tempo ha già consacrato l’opera nel suo significato e nella sua importanza. Non biasimo minimamente la band per questo prodotto, da cui fortunatamente ha deciso di restarne fuori. C’è di meglio nell’era del DVD.

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