Home > Recensioni > Samael: Lux Mundi
  • Samael: Lux Mundi

    Samael

    Loudvision:
    Lettori:

Sorge un sole nero

“Lux Mundi”, il nono CD degli svizzeri Samael, è un lavoro più ragionato e criptico dei precedenti, ma non per questo meno interessante.

Le apparenti dissonanze post-industrial/electronic che sottendono a tutti i brani, bilanciano la perfetta calibratura del growl di Vorph e le sfumature di gothic sinfonico, spennellate nei punti strategici delle canzoni e mai invadenti o accessorie.
Detta così, sembrerebbe che la band abbia proseguito con le sperimentazioni trance/ambient di “Era One”, mentre invece la base è sempre il solido, vecchio black metal di seconda generazione.

Da segnalare in particolare “Antigod”, per il ritmo cadenzato che diventa ipnotico nel suo incedere sinfonico e nella ripetizione incessante del breve ritornello “I am the Antigod”. Chapeau!

Cari lettori, questa è la STORIA del black metal sinfonico, ma non si parla degli orpelli neogotici burtoniani dei Dimmu Borgir, né del criptico rococò dei Therion.

I Samael hanno creato il genere, sperimentando nell’ombra, trovando soluzioni innovative che potevano sembrare troppo lontane dai canoni stilistici conosciuti ma che si sono rivelate geniali.

Un disco così equilibrato, in cui ogni singola parte collima e armonizza con il tutto, non può essere valutato ma solo vissuto facendosi permeare dalle singole note. In religioso silenzio.

Pro

Contro

Scroll To Top