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  • Samuel Holkins: Falsa La Verità

    Samuel Holkins

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Vera la fragilità

Il “rock senza fronzoli” di Samuel, Gianluca, Vince e Jump esordisce con un EP lineare e semplice, che denuncia molto schiettamente la società in cui viviamo.

Il titolo vuole essere il ribaltamento delle credenze dell’uomo moderno, spezzato dalle notizie mercificate dai mass-media, schiavizzato dalla morbosa tecnologia e deluso dalle false amicizie. La musica si fa quindi graffiante e grezza, utilizzando come mezzi la classica strumentazione e liriche che non hanno bisogno di tanti giri di parole per esprimere il proprio contenuto.

Tuttavia, c’è qualcosa che non funziona: sarà l’aver posto il piede nell’orma lasciata da altri – e anche da tempo – oppure l’apparente mancanza di animosità nel riferire i violenti pensieri all’ascoltatore?
Forse ritentare porterà fortuna.

L’extended play vorrebbe essere un “concentrato di emotività tradotta in musica”, ma non riesce nell’intento prefissato. Più che altro sembra che sotto sotto non ci sia la giusta convinzione per portare a termine l’impresa. Da qui ne deriva che l’ascolto smantella ogni parvenza di critica al mondo circostante e fa divenire il lavoro un esercizio puramente tecnico, dove le parole perdono il significato ed il senso e gli strumenti si tramutano in macchine autonome, quasi non ci fossero persone a suonarli. E tale effetto deve essere – per non dire che lo è realmente – un’eresia per chi compone musica.

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Contro

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