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Quando un catastrofico evento colpisce la California, il pilota di elicotteri Ray Gaines (Dwayne Johnson) corre in soccorso della ex moglie e della figlia.

San Andreas” segue alla lettera le regole del genere catastrofico al quale appartiene: una trama alquanto scontata e poco incisiva che serve solo da contorno per le immagini del cataclisma naturale di turno, in un tripudio di effetti speciali e sonori. Se la parte visiva è ottimamente orchestrata dal regista Brad Peyton, che ci regala delle adrenaliniche e coinvolgenti scene d’azione, la sceneggiatura di Carlton Curse crolla su stessa dopo pochi minuti.

All’inizio i personaggi e gli eventi risultano ancora efficaci, ma dopo poco meno di mezz’ora “San Andreas” inizia a perdere colpi. Dialoghi al limite del ridicolo, sviluppo della trama sconclusionato e senza nessi logici finiscono per annoiare e infastidire lo spettatore, che si risveglia dal torpore solo grazie ai rumorosi eventi che avvengono sullo schermo.

Certo, da un film di genere come questo non ci si poteva certo aspettare uno spessore psicologico elevato o eventi verosimili, ma persino “Transformers“, che non brilla per la caratterizzazione dei suoi protagonisti, risulta più coerente, perché lì la trama viene messa completamente da parte per concentrarsi solo sulle immagini. In “San Andreas”, invece, il livello di idiozia raggiunto dai personaggi risulta fastidioso ,e finisce per distrarre dall’ottimo comparto tecnico del film.

Se riuscite a ignorare completamente i protagonisti e i loro dialoghi, “San Andreas” vi apparirà come un buon film di genere, grazie alle scene di distruzione di Los Angeles e San Francisco veramente ben girate. Solido anche il cast con Dwayne Johnson nel ruolo del protagonista e Carla Gugino, Alexandra Daddario e Paul Giamatti nei ruolo secondari: nonostante le falle nelle sceneggiatura e nei dialoghi, gli attori ci regalano delle buone performance.

Pro

Contro

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