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Sanremo 2017: La pagella della prima serata

GIUDIZIO COMPLESSIVO

LA SERATA: 4

Lo spettacolo comincia con due lunghi filmati, tutto sommato appaganti. I grandi successi che non vinsero le passate edizioni del Festival sono davvero grandi. Le interviste informali con i cantanti in gara quest’anno servono a rompere il ghiaccio.

Ma non sono stati i filmati iniziali a trascinare lo spettacolo fino all’1.00 di notte. Troppi ospiti, di cui solo tre musicali, invitati per dire (male) parole di circostanza, riducendo il Festival di Sanremo alla stregua dei peggiori programmi televisivi del pomeriggio di Rai e Mediaset, di cui i conduttori Carlo Conti e Maria De Filippi sono i portabandiera. Ma era prevedibile: non si discosta dalle ultime due edizioni con Carlo Conti.

Anche la qualità media delle canzoni è molto bassa e non ha granché contribuito allo spettacolo. Non si sono sforzati troppo i comici, ognuno con pochi minuti delle loro routine.

IL DOPOFESTIVAL: 7

Affidato alla squadra di “Quelli che il calcio” capitanata da Nicola Savino e la Gialappa’s Band, riesce a dissacrare la disarmante cerimonia che lo ha preceduto. Ma è grazie alla mini-reunion con Cortellesi e Albanese (ospiti per promuovere il loro film) che lo show si abbandona al rimpianto format di “Mai dire gol”, con una Cortellesi cosí a briglia sciolta come non la vedevamo da un decennio.

I CANTANTI IN GARA

I SÍ

FIORELLA MANNOIA, “CHE SIA BENEDETTA”: 7

Finalmente un po’ di rispetto per la metrica, almeno. Dai, è bella. È fatta per vincere. Non è fatta per far ringalluzzire i suoi fan, ma funziona. Vi sento che la state ancora canticchiando.

SAMUEL, “VEDRAI”: 7

L’unico artista con una personalità non ruffiana e una padronanza espressiva. La canzone non sarà di appeal universale (leggi: sanremese), ma dà lezioni a tanti giovanotti e giovanotte dei talent.

I FORSE

GIUSY FERRERI, “FA TALMENTE MALE”:

Con “fatalmente fa talmente” Ferreri ha già vinto le radio e il passaparola.

RON, “L’OTTAVA MERAVIGLIA”: 6

Questa Ron l’ha scritta due ore prima, in bagno: “è la solita, ma tanto ci cascano”.

CLEMENTINO, “RAGAZZI FUORI”: 6

Sempre meglio di Rocco Hunt.

ERMAL META, “VIETATO MORIRE”: 6

Macchinosi giri di parole per dare un tono al suo racconto contro la violenza. Il racconto è forzato, la canzone orecchiabile.

I NO

FABRIZIO MORO, “PORTAMI VIA”: 6

Voce roca che stona (in tutti i sensi) con il testo pretenzioso e intellettuale. I versi piú diretti e romantici sono invece sussurrati. Teoria dei contrasti o lavoro approssimativo?

ELODIE, “TUTTA COLPA MIA”: 4

Molto umile, ma tipica “amica di Maria”, fotocopia dei successi già sfornati dal talent show della De Filippi. Testo terrificante, metrica sballata, versi banali. Ritornello spudorato: “amore amore amore mio”.

LODOVICA COMELLO, “IL CIELO NON MI BASTA”: 4

Mezza nuda a tema floreale. Testo scollato dalla musica: canta tutta gaia una canzone sull’orgoglio di morire di noia. Ma tanto i testi chi li sente…

ALESSIO BERNABEI, “NEL MEZZO DI UN APPLAUSO”: 5

Arrangiamenti house per una canzone che non ha niente a che vedere con il teatro Ariston. Buona per lo sballo di zombie affamati di applausi mai ricevuti.

AL BANO, “DI ROSE E DI SPINE”: 4

Una cosa sapeva fare: gli acuti. Ma questa sera qualcosa è andato storto. Oppure è finito. In ogni caso una generazione che non si fa rimpiangere. Imbarazzante.

GLI OSPITI MUSICALI

TIZIANO FERRO: 7

Inaugura la serata con un tributo a Luigi Tenco a cinquant’anni dalla morte, fotografato in bianco e nero. Un gran tocco di classe, ma l’emozione l’ha vinta sulla precisione. Successivamente nel corso della sera si è però dato alla semplice promozione del suo nuovo album.

TIZIANO FERRO E CARMEN CONSOLI: 7

Si può avere senza Tiziano Ferro?

RICKY MARTIN6

Forse riesce ancora a far ballare qualcuno, ma non sembra disposto a accettare il tempo passato dagli esordi. Il ritorno di una meteora, ancora di talento, ma che di certo non si è reinventata.

CLEAN BANDIT: 4

Diamogli il disco di platino che sono venuti a ritirare e torniamo alla gara, per favore.

PAOLA CORTELLESI E ANTONIO ALBANESE: 8

Non sono cantanti e son venuti a promuovere il loro film in uscita, ma almeno hanno avuto la grazia di farlo con una canzone originale del calibro di quelle dei loro vecchi show sulla Rai. Unica vetta di questa serata.

GLI OSPITI “CHECCIAZZECCANO?”

RAOUL BOVA: 0

Però poverino, non è colpa sua se gli autori di questo spettacolo sono delle scimmie cappuccine incapaci. Ma è colpa sua se ha accettato di partecipare.

DILETTA LEOTTA: 5

Tanta solidarietà, ma non è che puoi venire a Sanremo a fare i fatti tuoi. Nemmeno con quel vertiginoso vestito rosso con spacco e piattissima pancia in vista. Però, rumor has it, Sanremo potrebbe benissimo condurlo lei. Anzi, magari!

MARCO CUSIN E VALENTINA DIOUF: 5

“Dai, invitiamo gli sportivi alti due metri, eheheheh”. Uno spettacolo parrocchiale. Autori maledetti da dio e dagli uomini.

I SOCCORRITORI DI RIGOPIANO E L’ASSOCIAZIONE ANTI-BULLISMO “MA BASTA”: 0

Al cinema da questa settimana c’è un film che illustra l’orrore di tutto questo. Si intitola “Billy Lynn – Un giorno da eroe”. Non perdetelo.

I CONDUTTORI

CARLO CONTI: 5

Il solito: perfetto per Raiuno, ma abbassa la natura eccezionale dello spettacolo. Mentre nel mondo dello spettacolo americano si lotta con le unghie e con i denti contro il despotismo trumpiano, a noi rimane la versione cafona e provinciale di Conti che promuovendo l’sms solidale si abbassa a rispondere alle critiche sul suo cachet vantando la beneficenza fatta. Per parafrasare “Boris”: un’altra televisione non è possibile.

MARIA DE FILIPPI5

Dall’elegante, e sobrio, vestito lungo e nero con pantalone, passa la seconda parte dello spettacolo in una sorta di camicia da notte con le frange. Vabbè, ci sta. Per il resto, fa il suo solito “personaggio” da reality show, trasformando anche Sanremo nella sua tipica galleria di casi umani.

I COMICI

MAURIZIO CROZZA: 6

La sua solita copertina. Anzi, persino meno ficcante del solito.

UBALDO PANTANI6

Grande talento del comico toscano, ma innocuo. Ce lo aspettavamo al Dopofestival, ma si è limitato solo all’imitazione di Bob Dylan all’Ariston.

ROCCO TANICA: 7

Appuntamento ormai tradizionale, rigorosamente dopo mezzanotte per poter fare allusioni sessuali. Ma se non ha sponda in dei bravi conduttori, a che serve?

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