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Motta: i miei cantautori preferiti? Dopo i miei genitori, Lucio Dalla | INTERVISTA

“Dov’è l’Italia”, brano in gara al festival di Sanremo firmato da Motta, è una canzone scritta con l’intento di raccontarla a tutti. Lo  dichiara l’artista toscano in occasione della conferenza stampa della sala “Lucio Dalla”.

In questa Italia in cui ti dici di perderti. Come ci si ritrova?

Con delle cose che prima erano ovvie, come l’educazione per esempio. Cercando sempre che tutto quello che facciamo diventi sempre qualcosa di importante.

A parte Tenco quali sono i tuoi cantautori preferiti?

Dopo i miei genitori, Lucio Dalla. Fabrizio De Andrè… uno si dovrebbe soffermare almeno una volta a settimana ad ascoltare come è profondo il mare.

Nel brano Dov’è l’Italia parli di una donna che si dimentica dell’amore. Oggi cosa ci fa dimenticare?

La paura di essere fragili, far finta di esser forti e buttare tutto sull’aggressività.

Come vi siete conosciuti con Nada? E come nasce la vostra collaborazione…

Ho suonato chitarra e tastiera con lei. Devo ringraziarla perché mi ha fatto capire che le canzoni sono importanti. Una donna fantastica e alle prove mi ha fatto vedere il pezzo con una luce diversa. Forse è l’unica canzone che mi ha fatto paura prima di cantarla. Nasce da un fuoco che andava alimentato attraverso la strofa. Lei è l’unica persona che può cantarla.

Anni fa facevi parte di un gruppo rock che andava molto bene, Criminal Jockers. Cosa è successo poi?

Non mi sopportavano più (ride, ndr).

Meglio da solista o no?

Trovare altri due pazzi a 18 anni che vogliono fare questo mestiere ti fa sentire meno pazzo. Mi sono divertito tantissimo.

Sbaglio o hai in mente di scrivere un libro…

Sicuramente sull’insegnamento della musica.

Ti chiedi dov’è l’Italia… ti sei dato anche una risposta?

Scrivo le canzoni quando non ho le risposte alle mie domande. Penso, come tutti i cantautori, che dobbiamo per forza avere fiducia nell’essere umano. Non so dov’è….ma dovrebbe esserci.

Qualcuno ti definisce come il prossimo Guccini, cosa ne pensi?

Mi fa piacere, mi piace tantissimo lui.

Senti il peso dei premi Tenco?

Beh si è una grande responsabilità per me.

Qual è la tua rivoluzione da trentenne?

Dicevo prima, bisognerebbe “essere a modino”. Quella per me è una rivoluzione.

 

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