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Sanremo 2019, il racconto della terza serata: vince l’omaggio a Mia Martini

Anche il terzo appuntamento con il 69esimo Festival della canzone italiana è iniziato con la voce del direttore artistico Claudio Baglioni. Questa sera toccherà agli altri 12 artisti in gara esibirsi. Il primo è Mahmood con  “Soldi” che questa sera è stato molto convincente nonostante la sua giovane età dimostra non essere meno dei suoi colleghi. Enrico Nigiotti è il secondo artista a salire sul palco dell’Ariston, e la sua “Nonno Hollywood”già al secondo ascolto sembra essere ancora più profonda e tenera.
Tra gli ospiti più attesi della kermesse c’è Antonello Venditti che si esibisce sulle note “Sotto il segno dei pesci” e “Notte prima degli esami” in duetto con Claudio Baglioni (che tra l’altro fa cantare tutta la sala stampa Lucio Dalla). Tocca poi ad Anna Tatangelo con “Le nostre anime di notte”. Nota positiva per quanto riguarda il look (vestito elegantissimo), ma negativa per performance che continua a non trasmetterci nulla. A seguirla Ultimo con “I tuoi particolari”, pezzo tra i favoriti sia in loco che sul web. Dopo un piccolo break con la filastrocca recitata da Virginia Raffaele e Claudio Bisio, è la voce inconfondibile di Francesco Renga a riscaldare il palcoscenico del teatro sulle note di “Aspetto che torni”.
“La Ragazza col cuore di latta” di Irama è la prossima canzone in gara. Un testo profondo ma allo stesso tempo fragile che viene maggiormente impreziosito dai mille colori delle voci del coro gospel. Il secondo ospite a salire sul palco è Alessandra Amoroso che a ormai dieci anni dall’inizio della sua carriera,  presenta il nuovo singolo “Dalla tua parte”. Sincero e poetico l’omaggio a Sergio Endrigo di “Io che non vivo senza te” cantato insieme a Claudio Baglioni che,  anche questa volta  riesce a dare luce e importanza alla giovane artista pugliese. La serata scorre molto a rilento, rimanere svegli fino alla fine è veramente una bella sfida. Un po’ deludente Virginia Raffaele, spenta e poco coinvolgente. Ma dove sono finiti i simpaticissimi sketch che la rendono particolarmente interessante? Soprattutto dopo Alessandra Amoroso ce lo meritiamo (era proprio necessario?). Fortunatamente le pubblicità durano pochi secondi. Prossima ospite accolta dalla showgirl è Ornella Vanoni (quella vera, questa volta). La cantante vittima per anni dei suoi siparietti, si “vendica” con Virginia per averla “fatta passare per rimbambita” diverse volte. Insieme presentano i prossimi concorrenti. Si tratta del duo Patti Pravo e Briga in gara con “Un po’ come la vita”. Due universi che sembrano così diversi tra loro ma che riescono a complementarsi. Ma questo non basta per entrare nelle nostre grazie. L’eccentricità di Patti Pravo è l’unica cosa che ci rimane impressa. “Siamo una bella coppia eh?”esclama l’artista. Anche questa sera capelli rasta is the mood. Ecco finalmente il pezzo più profondo del festival:  un Simone Cristicchi maturo che interpreta “Abbi Cura di Me” con quella vena poetica cui siamo soliti ritrovare nei suoi testi. Del resto come avrebbe detto la filosofa francese Simone Weil, “la semplicità è la forma della vera grandezza”. La kermesse prosegue con i rimanenti quattro artisti in gara, che già da ora non possiamo far altro che apprezzare. Boomdabash che con un “Per un milione” attenuano l’aria sonnifera del festival. Continuano la scia di festa i prossimi ospiti, Raf e Umberto Tozzi che fanno alzare in piedi tutti i presenti nell l’Ariston e i giornalisti della sala stampa. Inutile dire che ne avevamo infinitamente bisogno, non che siano i nostri cantanti preferiti, ma sicuramente con i loro cavalli di battaglia ci hanno fatto sorridere e cantare per qualche minuto. Motta con “Dov’è l’Italia”, torna a farci riflettere sullo stato di deriva che il nostro Paese sta attraversando ormai già da diverso tempo. Anche se in vena malinconica, ciò che però ci trasmette è un senso di speranza su come l’amore vero e incondizionato possa salvarci. Altra punta di diamante della kermesse sono gli Zen Circus che con “L’amore è una dittatura”, infiammano il palcoscenico e ci ricordano di quanto sia bello il rock e il panorama indipendente italiano. Arriva poi il comico Paolo Cevoli, che insieme a Claudio Bisio provano a divertire, senza riuscirci. Gli ultimi artisti a esibirsi in questa terza serata sono Nino D’angelo e Livio Cori con “Un’altra luce”.  Una luce, una complicità anacronistica che straripa. Due generazioni a confronto espresse in un’unica forma d’arte: la musica. Arriva Fabio Rovazzi che si definisce istruttore artistico (chi ce lo ha nominato?) Prova poi a intonare parole senza senso a ritmo del suo ormai (per fortuna) passato Andiamo a comandare.  Finalmente se ne va e lascia la scena alla prossima ospite, molto più gradita. Una versione inedita e molto femminile di Serena Rossi, giovane attrice, protagonista dell’ acclamata serie televisiva  Che Dio ci aiuti , che canta emozionata insieme a Claudio Baglioni  Almeno tu nell’universo. La vera femme fatale della serata è lei. Tornando a parlare del Festival non vediamo l’ora di ascoltare  i duetti di domani sera. Stay tuned!

Il sipario del Teatro Ariston si chiude con la classifica parziale della sala stampa, suddivisa nel seguente modo:

Zona Blu (posizioni di alta classifica): Simone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo

Zona Gialla (posizione di media classifica): Enrico Nigiotti, Motta, Zen Circus, Francesco Renga

Zona Rossa (posizioni di bassa classifica): Anna Tatangelo, Nino D’Angelo e Livio Cori, Boomdabash, Patti Pravo e Briga

 

 

 

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