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SanremoLoud: cinque duetti da ricordare assolutamente

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Nel corso di questa settimana sono stati ufficilizzati tutti i 24 duetti della sessantanovesima edizione del Festival Della Canzone Italiana, i quali andranno in scena venerdì 4 febbraio, serata che, considerati i nomi di rilievo, si preannuncia già storica. Basti solo pensare al coinvolgimento di personalità come quella di Manuel Agnelli (con Daniele Silvestri), Brunori Sas (con Zen Circus), Diodato e Calibro 35 (con Ghemon), Nada (con Motta) o Morgan (con Achille Lauro).

Non potevamo dunque scegliere miglior momento per chiudere la nostra rubrica sanremese riportando alla memoria cinque bellissime esibizioni tratte proprio dalla serata dei duetti, introdotta con regolarità per la prima volta da Paolo Bonolis nel 2005, poi mutuata in evento celebrativo durante la gestione Morandi e denominata “Cover” nelle tre fortunate edizioni targate Carlo Conti.  Tra le cinque proposte ci siamo ispirati al criterio di selezione del “dirottatore artistico” Claudio Baglioni, cercando quindi di spaziare quanto più possibile tra generi e artisti del panorama italiano. Non abbiamo inserito la performance storica tra Michele Zarrillo e Tiziano Ferro (L’alfabeto degli amanti, 2006) in quanto già protagonista di un nostro articolo dell’anno scorso (una sorta di puntata “pilota” della nostra rubrica).

 

Ron con Tosca, Loredana Bertè e Cecilia Chailly, L’uomo delle stelle (2006)

Nel 2006 l’elegante e originale “L’uomo delle stelle” di Ron, contrassegnata da un sound rarefatto in cui l’ukulele sposa l’arpa suonata da Cecilia Chailly, nella serata dei duetti fu eseguita con la partecipazione di Tosca (una reunion dopo la vittoria del 1996 con “Vorrei incontrarti tra cent’anni”) e di una magnifica Loredana Bertè che, meravigliosa, entrò in scena a metà della performance dando un carattere romanticamente surreale (complice la pura improvvisazione) al già raffinatissimo brano del cantautore lombardo.

Antonella Ruggiero con Il Coro di Sant’Ilario e Della Valle dei Laghi, Canzone tra le guerre (2007)

Esibizione passata ingiustamente inosservata. Per la serata dei duetti dell’edizione del 2007 Antonella Ruggiero decide di esibirsi con il coro degli Alpini di Sant’Ilario e Valle Dei Laghi diretto dal Maestro Stefano Balzano. L’esibizione, integralmente a cappella, si divide in una strofa con effetti spettrali che va poi a risolversi nel ritornello. Armonizzazioni sopraffine, dinamica eccezionale. Un brano da ricordare non solo per la tematica (il titolo del pezzo già dice tutto) ma soprattutto per la difficoltà performativa. Meraviglioso.

Max Gazzè con Marina Rei e Paola Turci, Il solito sesso (2008)

Prima del fortunato progetto FabiSilvestriGazzè, un altro felice sodalizio ha allietato i palcoscenici di mezza Italia, quello formato appunto da  Max Gazzè, Marina Rei e Paola Turci. Un trio e una formazione perfetta (Gazzè al basso, Rei alla batteria, Turci alla chitarra), maturata intorno al 2006-2007 e riproposta in occasione della partecipazione di Max nel 2008 con la deliziosa “Il solito Sesso”. Grande l’affiatamento sul palco, divisione delle parti ineceppibile. Resa finale perfetta.

Mauro Ermanno Giovanardi feat Lacrus con Nina Zilli, Io confesso (2011)

Il gioco degli opposti va in scena nel 2011 con “Io Confesso” di Mauro Ermanno Giovanardi, una delle più belle canzoni presentate all’Ariston negli anni zero. Meraviglioso l’inizio spalla contro spalla, con la differenza di altezza tra i due che si riflette anche nel testo e nell’interpretazione, caratterizzata dalla voce calda e penetrante dell’ex Lacrus e da una Nina Zilli in totale stato di grazia. L’atmosfera retrò, con un testo intelligentissimo (“Lo so di aver tradito, ma tradire poi cos’è”?), rende questa esibizione una delle più sorprendenti di sempre.

Marlene Kuntz con Patti Smith, Impressioni di settembre (2012)

Straordinaria cover diretta dal maestro Vittorio Cosma (che abbiamo intervistato per il terzo appuntamento della nostra rubrica), interpretata e suonata magistralmente dalla band di Cristiano Godano nel 2012 con Patti Smith, impreziosita da una poesia scritta dalla sacerdotessa del Rock in persona sulla coda del brano. Standing Ovation alla fine e  meritatissimo premio per la miglior esibizione. Indubbiamente, il punto più alto da quando esiste la formula dei duetti. Ascoltare per credere.

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