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“Santo Santo Santo”, il nuovo album dei Rashomon: track by track

I Rashomon tornano a distanza di cinque anni con un nuovo lavoro intitolato “Santo Santo Santo“. Il disco è stato realizzato grazie a una campagna di crowdfunding nel 2013. Negli anni successivi la band compone altri brani che andranno a completare il lavoro.

La poetica di Santo Santo Santo (SSS) e il concept dell’artwork di Zamoc  (artista italiano attivo a Los Angeles), sono fortemente affini al tema del supereroe sconfitto, marcio, impotente, outsider, tossicomane, spesso più cattivo che buono ed incredibilmente umano nelle sue fragilità e perversioni (basti pensare ai personaggi di Watchmen, I guardiani della galassia, Deadpool, Lo chiamavano Jeeg Robot..).

“Santo Santo Santo”, track by track

Schiuma spray

Schiuma spray funge da prologo. Un racconto di adolescenza, forse quasi infanzia, con toni e poetica amaramente scanzonati. Come un grottesco`sliding doors’ tra lo strutto e le ragazzate dei carnevali emiliani, si tracciano i destini di un presente che verrà esplorato nel resto del disco, così diverso da quella vita caratterizzata da un matrimonio con Giulia, una carriera da giocatore di basket professionista ed un cane di nome Pigna.

Amerika

Primo singolo dell’album. Presenta una componente importante della poetica del disco: l’epos marca USA di un super-eroismo fantastico viene riletto in chiave grottesca e oscura. L’ingresso del synth che precede il solo di chitarra è ispirato a “Heal” di The Child of Lov.

Monkey Joe

Brano dedica al nuovo chitarrista Giovanni (Joe) Cantele. Cantele nasce in Zimbabwe da genitori Italiani. Parla uno strano italiano con forti inflessioni inglesi e sul palco si muove davvero come un gorilla. La struttura del brano, con la ripetitività del ritornello e le cadenze hip-hop nell’unica strofa rappresenta al meglio il punto d’arrivo del percorso compositivo riflesso nel disco.

Auto nera

Ancora i toni oscuri e grotteschi ad accompagnare un tratto meno didascalico di Amerika. Poca narrazione e molti simboli.

Santo

Adattamento dalla poesia Howl (Urlo, nella traduzione italiana) di Allen Ginsberg. A metà degli anni 2000, quando Kheyre Yusuf guidava “I Musicanti di Brema” (progetto musicale / band orientata al contesto busker/musica di strada), parte integrante della formazione era Marco Gardini (oggi antropologo africanista), il cui ruolo consisteva nel leggere poesie al pubblico durante la performance musicale. I Musicanti di Brema avevano poi inserito in scaletta la lettura di Urlo (eseguita da Gardini) musicata in stile Waitsiano. Santo rappresenta prima di tutto un omaggio e un richiamo a quell’esperienza. All’interno della poetica del disco, il brano Santo svolge il ruolo di nobilitare tutto il resto. Un monito a celebrare l’umanità presente anche all’interno di contesti oscuri, grotteschi, diroccati, squallidi e sconfitti.

Breathe

Cover dei The Prodigy. Scelta come rappresentativa di una struttura compositiva verso cui si muove il progetto Rashomon. Fa parte della serie di cover-studio che i Rashomon utilizzano in saletta per costruire e sperimentare elementi musicali a cui sono particolarmente legati. Breathe è servita per investigare una certa ripetitività nella struttura, associata alla violenza dell’esecuzione.

Non ci avranno mai
Gli ultimi secondi della vittima di un’esecuzione capitale. L’epica eroica dello sconfitto.

Stella spenta
Violenza sulle macerie di una relazione. Vengono infamati i resti di un amore che non si è stati capaci di proteggere o di costruire fino in fondo.

Nuvole basse
Poca narrazione e molti simboli. Toni crudi ed oscuri.

Mucho Mojo

Il mojo è l’incantesimo, la magia nella poetica blues. Il blues è un chiaro rimando al primo disco in cui il genere era protagonista. Il testo procede con tratto espressionista richiamando vicende vicine all’autore dove l’uomo appare ora squallidamente violento e colpevole (assassinio Aldrovandi), ora sconfitto e impotente (terremoto della Bassa in Emilia Romagna).

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