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  • Sarah Dietrich: Una Storia Mia

    Modern Life / audioglobe

    Data di uscita: 31-03-2017

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 È uscito il 31 marzo “Una storia mia“, l’album di Sarah Dietrich, che vede alla scrittura e produzione The Niro e Michele Braga.
Sarah già l’avevamo apprezzata nel progetto romano Ardecore, tra post-rock e stornelli, al fianco di Giampaolo Felici. Ma questo album è un viaggio di otto canzoni alla riscoperta della propria identità. La donna di cui parla la Dietrich cerca una nuova consapevolezza, un diverso rapporto con il mondo e l’irrazionale, supera gli stereotipi e gli schemi e teme più i sentimenti. In una dimensione dove sogno, spiritualità e razionalità convivono, vince sempre il desiderio di vivere a pieno. Sarah parla d’amore, in tutte le sue sfaccettature, cambiando spesso punto di vista: che sia un addio, un’illusione, una presa di posizione, un’azione, tutto ci aiuta a “ritrovare noi stessi”.
La prima idea, che viene dall’ascolto di questo album, è di otto canzoni che raccontano otto storie con otto differenti contesti, senza una organicità di fondo, come se questo mix di stili possa lasciare aperte più porte sul suo futuro alla sperimentale Sarah. In realtà da un ascolto più profondo il fil rouge lo si ritrova nella consapevolezza di sé e l’accettazione di voler vivere quel preciso sentimento fino in fondo. Che sia l’inizio di un amore o la fine tragica di un rapporto.
Il punto di vista è ovviamente sempre femminile. E’ un disco che punta dritto al cuore di chi lo ascolta. In “Io Non So Dire Ciao” si respira un’aria da western morriconiano; “Dentro Questa Notte” sembra fare il verso giusto a una sensualissima miscela di forza alla Cat Power e sussurri alla Dalida; “Ma Tu” ha un ritornello bellissimo dove la voce della Dietrich si fa commossa e commovente in un richiamo d’amore e d’abbandono; “Non Sto Male” sente l’influenza di un’ irresistibile uptempo alla The Niro completato da una dichiarazione di identità femminile, sofferta e allo stesso battagliera, in cui la Dietrich mette in chiaro tutto ciò che si vuol dire quando finisce un amore e si inizia a “rivivere”.

Non è facilissimo né banale esprimere un giudizio netto su questo lavoro, ci sono molte luci e molte ombre, bisogna comprendere che l’artista, nonostante la sua lunga gavetta, non ha ancora familiarità con uno stile definito. Le qualità dell’interprete non si discutono, ma i brani non la vestono alla perfezione. Il pezzo migliore? “Non Sto Male”.

 

Pro

Contro

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