Home > Recensioni > Sarah Mclachlan: Laws Of Illusion

Pop e catarsi: le leggi di Sarah

L’inizio è sorprendente: “Awakenings” è un brano rock potente e dark che riecheggia “Possession” e in cui la voce morbida della Mclachlan contrasta con l’affilato pavimento sonoro allestito da Pierre Marchand. “Illusion Of Bliss” è più convenzionale nel riff di apertura con la chitarra ma è una perfetta canzone pop, come “Out Of Tune”: melodia accattivante, struttura non banale e un testo ironico e disincantato. Segue il singolo “Loving You Is Easy”, beatlesiano e liberatorio, ma dall’insopprimibile fondo malinconico.

Al centro dell’album palpitano le gemme “Forgiveness”, ballad struggente, e “Rivers Of Love”, epico blues con un assolo di chitarra da pelle d’oca. In chiusura le armonie vocali di “Bring On The Wonder” e la versione per piano ed archi di “Love Come” tolgono il fiato.

Ci è voluta la separazione dal marito perché la Mclachlan ci facesse il regalo di un nuovo album. Se i testi parlano di perdita, delusione, solitudine e sconforto, ma anche di rinascita e nuovi amori, la dimensione privata è trasfigurata in una vena lirica che rende temi e parole universali ed immediatamente accessibili. Ma è nella musica, un maliconico soft-rock d’atmosfera, che Sarah, e noi con lei, troviamo la catarsi.

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Contro

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