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  • Satan’s Host: Great American Scapegoat

    Satan’s Host

    Data di uscita: 11-03-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Invocazione fa rima con esasperazione…

… udibile fin dall’inizio.
Un black/death leggero e piuttosto banale quello degli attuali Satan’s Host.
“Great American Scapegoat” si rivela un album piatto, privo di vere emozioni black e, come se bastassero per fare un album del genere, qualche urlo soffocato e qualche atmosfera cupa in aggiunta all’esasperante presenza di parole come Satan, nomi di demoni e altri clichè inerenti alla sfera demoniaca. Come band hanno attraversato diverse epoche e, passo dopo passo, sono partiti da suoni duri e grezzi, di nicchia e ostici fino a giungere a suoni più leggeri, omologati all’ascolto e senza barlumi di genio.
Le canzoni da “AVE.LUCIFER” a “Throne Of BAPHOMET” sono l’emblema della ridondanza culturale sull’occulto e su tutto ciò che riguarda l’usurato Satana e compagnia a seguito.
“AVE. LUCIFER.
The First Born,
Of Limitless Light.
The Angel of Fire”

La banalità non si limita alle parole, ma coinvolge anche le sonorità prive della luce tanto cara a Lucifer: suoni classici, già sentiti e senza accorgimenti degni di nota. Al disco comunque appartengono una buona registrazione e una copertina simpatica.
Per chi li seguiva da tempo l’album potrà rivelarsi una delusione, per gli amanti del genere solo l’ennesimo cd da ascoltare momentaneamente.

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