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    Satan’s Host

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Ah, la nostalgia…

Purtroppo per molta gente il 2000 non è mai arrivato. Fin dalle prime note di questo disco si capisce l’intento dei Satan’s Host di recuperare le sonorità di quel thrash/black metal degli esordi, fatto di riff semplici ma d’impatto e di vocals sbraitate su pattern di batteria sempre uguali (tupatupa). L’ intento nostalgico può essere lodevole, ma il risultato è lungi dall’ esserlo: troppo evidenti sono le pecche in fase compositiva, alcuni brani mancano chiaramente del mordente necessario e spesso le canzoni si dilungano in riff inutilmente banali, disperdendo quel minimo di attenzione che l’ascoltatore poteva avere. Oltre a questo, è da qualche anno che il filone delle band “nostalgiche” si sta facendo sempre più numeroso, con troppi “copycat” che affollano una scena già iper-satura; tutto ciò non sarebbe un problema se le nuove band avessero comunque possibilità di esprimersi e di farsi conoscere, ma troppo spesso si punta sul “trito e ritrito” che vende di sicuro piuttosto che arrischiarsi a proporre qualcosa di innovativo ma dal risultato incerto. Supportando dischi del genere si uccide la musica.

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