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Festa in maschera per una band capace di ben altro

Dopo solo un anno dalla pubblicazione da “The Dungeons Are Calling”, i Savatage stravolgono il loro stile, che ormai sembrava invece canalizzato verso l’energia e la durezza heavy classic. “Fight For The Rock” è invece un album dalle sonorità glam rock. Ed è proprio per questo che, ad un gruppo dotato di altre/alte qualità, mai il pubblico riuscirà a perdonare questa scelta stilistica, relegando l’album nella soffitta dei lavori mal riusciti. Così lo stesso tentativo di accaparrarsi una fetta più ampia di mercato fallisce clamorosamente. A parte la pessima qualità della produzione, i Savatage abbandonano tutta la grinta dei precedenti lavori: mettono in secondo piano il suono duro della chitarra di Criss, rinunciano alle grida di Jon, chiamano in causa anche alcune tastiere sullo sfondo di una musica senza un volto preciso, per riempire i vuoti lasciati dagli altri strumenti e dalla stessa voce. Non vi sono momenti che spiccano per particolare qualità, perché, a differenza del precedente EP, è l’intero lavoro che non suscita alcuna emozione. La stessa “Wishing Well” verrà resa famosa solo successivamente da Gary Moore, all’interno della sua prima produzione metal.
Come dicono gli stessi Savatage “It’s Only Rock And Roll”. E forse è meglio che rimanga tale.

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