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  • Savatage: The Dungeons Are Calling

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Un primo condensato dei Savatage

“The Dungeons Are Calling” è un EP sintetico, immediato, carico e veloce. Ma soprattutto gridato!
Registrato nel 1984, propone i rifacimenti di due brani contenuti in “City Beneath The Surface” degli Avatar (primo moniker degli esordienti e futuri Savatage), oggi oggetto di culto e collezionismo.
Come in “Sirens”, i brani sono stati registrati e mixati nel giro di pochissimi giorni. Lo stesso Jon Oliva ammetterà successivamente: “Ogni canzone fu provata una volta, registrata in diretta subito, buona la prima e fine. Poi Criss ha registrato gli assoli e io mi sono sgolato per le parti di cantato, tutti i brani uno dietro l’altro”.
L’EP propone l’anima dei Savatage, prima che venga incorniciata dai condimenti sinfonici. Eppure nulla cambierà in seguito, se non proprio l’orchestrazione. Proprio per questo, qui si possono apprezzare con maggiore chiarezza i ritmi serrati dell’heavy classico, marcati dalla dura e versatile voce di Jon, in perfetto unisono con la chitarra stridente di Criss. I due fratelli sovrastano ogni altro elemento del suono, confinandolo ad un ruolo meramente marginale.
Non vi è un pezzo che spicca rispetto agli altri (a parte la title track, che è anche l’episodio meglio riuscito dell’intero lavoro, e “Midas Knight” che ripropone sonorità maideniane). Tuttavia è proprio alla fine dell’intero lavoro e dal sapore che rimane in bocca che ci si accorge di avere davanti una realtà in crescita.

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