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  • Savatage: The Hall Of The Mountain King

    Savatage

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Al confine tra il classico e il sinfonico

1987. L’anno dell’apogeo. I Savatage compongono il loro capolavoro. In poco meno di 40 minuti viene racchiusa l’intera filosofia made in Oliva. Da un lato, l’album è anche la scusa per rivisitare in chiave metal la sinfonia di Grieg (in “Prelude to Madness” e “Hall of the Mountain King”), e dall’altro lato è il pretesto per accostarsi in modo ormai smaliziato ai temi sinfonici ed all’uso delle tastiere.
La band, grazie al nuovo lavoro, gira in tour con R. J. Dio e i Megadeth. Mustain insegna a Jon non solo la sua alta capacità di compositore, ma anche l’uso delle droghe, costringendo quest’ultimo a dover interrompere i concerti per disintossicarsi in una clinica. Il tour segna anche l’ingresso del chitarrista Chris Caffer e l’inizio della collaborazione con il produttore Paul O’Neill.
“Hall of the Mountain King” è un album che trova il perfetto punto di incontro tra il metal intransigente degli esordi e melodie di cui, da questo momento, sarà capace il combo americano. Perfetto è il bilanciamento tra chitarra e voce di Jon. Perfetta è la scelta del brano di Grieg per un adattamento alle atmosfere del disco (tant’è che, da questo momento, lo stesso pezzo troverà svariate rielaborazioni nei dischi metal). Nessun elemento soggioga l’altro. È un equilibrismo di grinta e di musica, di energia e passione.

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