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  • Saving Mr. Banks

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“Mary Poppins”, film che quest’anno compie il suo cinquantenario e che è diventato un classico in ogni sua sfaccettatura (film per famiglie, musical americani, film d’animazione, film Disney), ha rischiato di non esistere. Le figlie di Walt Disney, avide lettrici della serie di libri della scrittrice inglese Pamela L. Travers, da bambine implorarono il padre di farne un film, e il prode Walt (qui interpretato da Tom Hanks) impiegò vent’anni per convincere l’autrice a concedergli i diritti.

“Saving Mr. Banks” racconta di come P.L. Travers, per esigenze economiche, finalmente cedette, ma impose tanti di quei paletti da lasciare basiti il finora infallibile Walt e i suoi collaboratori (isupercalifragilistichespiralidosi fratelli canzonieri Sherman e lo sceneggiatore Don DaGradi).

Il film fornisce anche una nuova e imprevista chiave di lettura per la storia della tata più famosa del mondo. In parallelo con i convulsi lavori a Hollywood, scopriamo in flashback l’infanzia di Travers in Australia, il rapporto con il padre amatissimo ma alcolizzato, e l’idea che la tata miracolosa delle sue storie non sia giunta a badare ai bambini ma a salvare la figura del padre, ovvero il signor Banks del film del 1964.

Non è l’accuratezza della ricostruzione storica a muovere la realizzazione di questo film, come la fedeltà a favole e romanzi non è mai stata la principale preoccupazione di Walt Disney nel produrre i suoi capolavori d’animazione. “Saving Mr. Banks” segue una linea di romantica drammatizzazione della figura leggendaria di Walt, mecenate e visionario, e con P.L. Travers offre a Emma Thompson un personaggio tanto lontano dal mondo disneyiano e tanto sofferente da farne non solo una macchietta simpatica ma una commovente “madre mancata” a cui la Casa di Topolino deve tantissimo.

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