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  • Saxon: Into The Labyrinth

    Saxon

    Data di uscita: 14-01-2009

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Vivere per il rock

Sono passati trent’anni esatti da quando quel guerriero con tanto di spada insanguinata ci guardava minaccioso dalla copertina del primo album dei Saxon. Nel 1979 la NWOBHM muoveva ufficialmente i primi rocciosi passi facendosi largo tra punk morente e i vari movimenti dark e wave agli albori. Tre decadi dopo, qualche cambio di formazione e moltissimi dischi registrati, Biff, Paul Quinn e soci sono ancora pronti ad urlare a tutti il loro amore per il puro heavy metal con questo nuovissimo “Into The Labyrinth”.

Con il passare del tempo il marchio di fabbrica della band si è indurito, tralasciando quasi totalmente le componenti rock n’roll presenti a tratti nei primi lavori, o i successivi fallimentari tentativi di commercializzazione attuati verso la fine degli anni ’80 . Anche il timbro della voce di Biff si è fatto più roco e spuntano a sorpresa molti elementi inseriti per dare un tono più oscuro al tutto. Ecco pertanto in apertura tastiere atmosferiche, rintocchi di campane, organo da chiesa e cori maestosi come preludio dell’epica “Battalions Of Steel” che dà il via alle danze. Questo brano, insieme a “Valley Of The Kings”, patisce invero l’errore della band di flirtare un po’ troppo con il power metal, scivolone già intrapreso dai connazionali Judas Priest nell’ultimo album “Nostradamus”.

“Live To Rock”, il secondo pezzo, funge da singolo apripista ed è in effetti quello che strizza di più l’occhio a sonorità tipicamente eighties e melodie di facile presa.
Decisamente di ottimo livello i brani più groovy del lavoro come “Crime Of Passion” e “Protect Yourselves” dalle rocciose chitarrone ribassate a fare da tappeto ad un Biff deliziosamente sporco e coinvolgente.
“Coming Home” è un irresistibile blues track sostenuta da un sanguigno dobro slide e dominata da una calda linea vocale a metà strada tra Johnny Van Zant e Jack Russell. Questo brano lascia piacevolmente sorpresi in quanto piuttosto inusuale nel repertorio della formazione e viene posta in chiusura di un cd che mostra una band in buona forma compositiva.

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