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Sbloccare il telefonino non è più illecito

Il Jailbreaking (alla lettera, scappare dalla prigione), ossia la pratica con cui vengono sbloccate le protezioni dell’iPhone Apple, da oggi non è più vietato.
Lo ha stabilito il Governo americano con la revisione della legge sul diritto d’autore (DMCA), revisione che viene effettuata ogni tre anni dal Copyright Office and Library of Congress.

Il jailbreaking consente di sfruttare il melafonino oltre le sue ordinarie potenzialità, permettendo di scaricare programmi indipendenti, non passati attraverso il filtro dell’Apple Store. Si tratta di applicazioni quasi sempre gratuite, che non hanno ottenuto la preventiva autorizzazione della Apple e che quindi non hanno dovuto pagare la royaltee di concessione alla casa che li ospita.

L’azienda di Steve Jobs, invece, ha sempre osteggiato tale modifica del proprio software, giustificando la protezione come una forma di controllo e tutela da programmi di qualità scadente o in grado di pregiudicare la stabilità del telefonino.

Se la vostra compagna ammette l’infedeltà ciò è un indizio. Se lo nega è una prova, diceva Dino Verde. E questo candore della Apple mi puzza allo stesso modo.
Conosco l’iPhone e so della presenza, sull’Apple Store, di applicazioni assai scadenti e, talvolta, anche menzognere rispetto alle promesse. Altre applicazioni invece dichiarano un prezzo che poi, sull’estratto conto della carta di credito, viene puntualmente raddoppiato. Quale sicurezza, quindi? Quale garanzia di qualità? C’è allora da scommettere che il vero filtro, come sempre, sia solo di carattere monetario. Forse, la Apple considera affidabile solo chi le versa la royaltee.
L’essere, come sempre, sta nell’avere.

Dunque, il Congresso ha ritenuto che sbloccare un iPhone non significhi violare la proprietà intellettuale, ma semplicemente accedere con maggiore libertà a contenuti acquisiti legalmente.

Sino ad oggi, l’azienda di Cupertino, per disincentivare il jailbreaking, aveva negato agli iPhone sbloccati la garanzia e impedito loro di accedere all’aggiornamento gratuito del software. Da oggi, invece, se la limitazione di garanzia sarà ancora tollerata, non sarà lo stesso per l’aggiornamento, che dovrà comunque essere assicurato.

Ma non tutto il male vien per nuocere.
Il concorrente diretto di Apple, il sistema Android, di proprietà Google, aveva proprio questo in più rispetto all’iPhone: l’apertura a qualsiasi tipo di software, senza bisogno dell’approvazione della casa. Ed ora che il melafonino ha lo stesso vantaggio, Cupertino farà più paura ai rivali.

Se volete anche voi adeguarvi e “aprire” il vostro iPhone non avete che da scegliere tra i tanti siti che spiegano, passo per passo, questo semplice procedimento.

La revisione del DMCA ha inoltre consentito la rimozione delle protezioni sul cellulare per cambiare operatore telefonico, l’eliminazione delle protezioni dai videogame e dai dvd per motivi di studio o di insegnamento. Le nuove regole resteranno in vigore per un periodo prova di cinque anni.

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