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Intervista a Scarda: da oggi “Due Come Noi” in streaming su LoudVision

Esce oggi, 2 febbraio, il nuovo brano del cantautore calabrese Scarda dal titolo “Due Come Noi“. Il brano fa da colonna sonora del film “Smetto Quando Voglio  – Masterclass” del regista Sydney Sibilia, col quale Scarda ha già lavorato insieme in occasione del primo film quando ebbe una nomination ai David di Donatello. Adesso si rinnova la collaborazione anche per il sequel. Loudvision per l’occasione offre ai suoi lettori lo streaming di questa nuova canzone e una bella intervista al cantautore per approfondire meglio questo nuovo lavoro discografico.

Buon ascolto!

 

 

Ciao Nico, piacere di conoscerti.
Partiamo dal brano “Due come noi” che fa da soundtrack al film “Smetto quando voglio – Masterclass”, nella sale dal 2 febbraio. Che effetto fa? E quanto è soddisfacente un’esperienza simile?

Piacere mio. L’effetto è bello, essendo la seconda volta lo vivo con più disinvoltura, ma anche più consapevolezza, la soddisfazione stavolta sta nel fatto che si siano nuovamente rivolti a me. La prima volta, del resto, una delle nominations del film ai David è arrivata grazie alla canzone, sarà difficile che avvenga di nuovo, due volte di seguito ci vuole fortuna, quindi, quando dico che affronto la cosa con più consapevolezza intendo anche la consapevolezza che stavolta non avrò una nomination ai David, e se ce l’avrò non vincerò neanche stavolta.

Dopo il successo del primo brano “Smetto quando voglio”, presente nella colonna sonora del primo film di Sibilia, cosa ti aspetti da questo tuo nuovo lavoro?

Non mi aspetto nulla di che, è una canzone fatta specificamente per il film, non ho pensato molto all’ascolto dissociato da esso, ciò significa che probabilmente le persone non ci si immedesimeranno, cosa che con il primo brano è successa; è che nel secondo capitolo della saga ci ho trovato più azione, e praticamente ho parlato di questo. Ciò non toglie i fatto che sia un pezzo spontaneo, cioè, leggendo il copione mi è venuto in mente questo brano, e questo brano ho consegnato.

Due come noi” è di un progetto innovativo, in quanto si propone come la continuazione di una canzone già esistente. Come nasce questa idea di realizzare una sorta di “capitolo secondo”?

Nasce da un’esplicita richiesta. Mi è stato proposto di continuare la canzone così come sarebbe continuato il film. In realtà, mi si era proposto di fare la stessa canzone cambiando le parole, ma l’idea mi stimolava poco, quindi ho fatto un po’ a modo mio: una canzone indiscutibilmente diversa, ma che richiamasse altrettanto indiscutibilmente la prima. Ho preso come esempio due vecchie canzoni dei Metallica che adottavano la stessa filosofia: essere diverse richiamandosi (The unforgiven, The Unforgiven two). Non so se ci sono casi simili in Italia, probabilmente però è la prima volta che una canzone continua insieme a un film e la scrive la stessa persona. Cioè… voglio dire… è un po’ diversa qui la questione rispetto a “L’ultimo bacio” e “baciami ancora”.

In un aggettivo come definisci la tua musica? E perché.

Poetica. Non è per auto definirmi un poeta, semplicemente è una delle cose che mi vengono dette più spesso sulle canzoni: “sembrano poesie”. Non è esattamente un caso, è precisamente ciò che io provo a fare: poesia. Si può certamente discutere sul fatto che io ci riesca o no, ma di questo mio tentativo risente tutta la struttura delle mie canzoni, sono versi scritti tenendo conto delle rime; sempre baciate o incrociate, uso molte metafore, insomma, ricorro a molte figure retoriche tipiche delle poesie.

Che rapporto hai con il regista Sydney Sibilia?

Con Sydney siamo in rapporti amichevoli, informali, di sicuro non goliardici, ma solo per via del fatto che lo incrocerò si e no quattro volte all’anno; e in alcuni di questi casi per motivi di lavoro, quindi si, battute, sorrisi, con lui, con Fabio Ferro (delegato di produzione e suo inseparabile amico), ma di certo non parliamo di donne! Anche perchè sarebbe sconveniente, visto che la sua ragazza è una mia carissima amica, e lui mi ha conosciuto tramite lei.

Il prossimo 9 febbraio ripartirai in tour da Torino. Qual è la prima cosa che dirai al tuo pubblico quando lo incontrerai?

Ecco, brava, non so mai quale deve essere la prima frase da dire, improvviso sempre, e il 9Febbraio a Torino farò lo stesso.

Grazie mille Nico e buon lavoro.

Ti ringrazio per la disponibilità, Eliana.

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