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  • Scarve: Irradiant

    Scarve

    Data di uscita: 24-01-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Velenosa potenza e tossiche vibrazioni

I francesi Scarve hanno mosso alcuni passi oltre lo stile death di classe-thrash, e si presentano con una fierezza tecnica che permette loro di muoversi un po’ sperimentalmente, insegeuendo il futurismo espresso dalle liriche.
Ci sono pochi compromessi con la melodia in effetti. L’accordo iniziale di “Mirthless Perspectives” viene subito disilluso da un assalto frontale. Evidente l’effetto ‘muro del suono’, articolato ed oppressivo, creato da Daniel Bergstrand, già produttore per Meshuggah e Strapping Young Lad. Quando il brano rallenta, si aprono assoli deliranti, acidi e distorti. Le geometrie ritmiche scorrono senza pietà e non è raro trovarsi di fronte a sincopati stop’n’go quasi autocompiaciuti di ripetersi paranoicamente nel loro effetto marcato. Menzione a parte per la batteria, buona nella doppia cassa e attenta con i piatti a impreziosire la performance. Una classica litania death introduce “An Emptier Void”, il cui ritornello declamatorio e le vocals aggressive sono quasi annichilenti, efficaci nonostante vi siano ben tre cambi di tempo. Al termine del secondo, comincia un momento melodico, minimale e molto sicuro del proprio effetto malinconico accompagnato da un assolo non meno inquietante. La ripartenza di chitarre e batteria è decisamente thrash, quasi a voler riequilibrare lo sbilanciamento verso la melodia, e si scivola così al termine del brano in un modo che lascia abbastanza perplessi inizialmente. Serratissima partenza per la title track, che fluisce poi in un tossico ritmo di basso accompagnato dai growl death. Qui incontriamo i primi elementi di noise e sperimentazione: atmosfera subito contraddetta da brevissime parti di batteria accelerata e chitarre intente ad eseguire scale isteriche, voci effettate dal timbro maligno, tutto questi sono elementi per una canzone decisamente insana.[PAGEBREAK]“Asphyxiate” è la traccia che vede come guest star Fredrik Thordendal, chitarrista dei Meshuggah; essa conferma l’andamento sperimentale aggiunto al classico death complesso a cui gli Scarve ci avevano abituati. Raddoppi vocali su tonalità dissonanti ed effetti synth, che accentuano i momenti sincopati del disco, terminano in un caotico succedersi di riff con batteria in continua ricerca di irregolarità toniche e tempi nervosi. Qui abbiamo il primo caso di pattern musicali ripetuti con incisività fino all’estremo; un altro caso eclatante in conclusione della deviata “FireProven”, la quale dimostra di per sé quanto potenziale disturbante vi sia negli Scarve quando agli assalti più violenti alternano malate parti melanconiche e rallentate, aride ma con fascino. “Boiling Calm” è un’altra espressione della stessa natura, capace di grattare nelle profondità più cupe e poi di sollevarsi in apparenti aperture più introverse.
Buone notizie dalla Francia, questo disco è davvero interessante e dal contenuto lussuoso se si tiene conto che verrà presentato in un digipack con 2 tracce bonus e una sezione cd-rom con 2 video in bonus. Gli amanti del genere sono caldamente consigliati di farsi avanti, e aggiungerei a questi anche coloro che si sentono orfani dei Neurosis del grandissimo “Through Silver In Blood”: forse questo disco non ha lo stesso valore artistico ed eclettico, ma il suo grado di tossicità e potenza interiore annichilente potrà destare interesse.

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