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Scatti sotto al palco

Anche se ancora non è “periodo di concerti” a causa delle condizioni climatiche avverse, in queste settimane tutti i maggiori produttori di fotocamere digitali sono pronti a lanciare sul mercato le nuove linee che ci accompagneranno per il prossimo anno. Può essere, quindi, il momento giusto per sostituire la vecchia “compagna di scatti” e acquistarne una nuova perché le varie catene informatiche cercheranno di liberare i magazzini svendendo quelle dell’anno passato. Una macchina non di primo pelo può pur sempre essere un’ottima macchina: spesso quelle nuove sono solo realizzate con un design più accattivante, e infarcite di nuove features per spingere il consumatore a cadere nella trappola di acquistarle. Ma come scegliere quella perfetta per le proprie esigenze?

Il falso mito dei pixel
Si è appena stati a un concerto, scattato decine di foto ai propri artisti preferiti e non si sta nella pelle per rivederle e stamparle? Quante volte sarà capitato di trovarsi in una situazione simile e di rimanere delusi dai risultati ottenuti. In cosa si è sbagliato? Perché le foto sono risultate mosse e scure?
Beh, non è detto che la colpa sia del fotografo, ma solo della macchina che si è utilizzata. I concerti sono quasi sempre svolti in spazi aperti e poco illuminati. Ci si trova, quindi, in condizioni estreme che fanno emergere i limiti di molte fotocamere digitali. Oggi le digicam hanno sostituito praticamente in tutto le vecchie macchine a pellicola ma per sfruttarle al meglio bisogna comprenderne il loro funzionamento.
Il cuore di una fotocamera digitale è il sensore che ha lo scopo di trasformare la luce in informazioni elettroniche che poi serviranno a comporre l’immagine digitale. Molti commettono l’errore di valutare la bontà di una fotocamera concentrandosi sulla risoluzione, parametro sicuramente importante, ma non fondamentale soprattutto quando si vogliono realizzare scatti con poca luce.
In queste situazioni ciò che conta di più non è tanto la risoluzione del sensore quanto la sua sensibilità. Quando si scatta una foto in un ambiente poco illuminato, da un lato la fotocamera cerca di catturare più luce aumentando il tempo di apertura dell’otturatore, dall’altro imposta un valore di sensibilità più elevato.
Se la scena da riprendere fosse fissa, si potrebbe impostare un tempo di apertura più alto per catturare la luce che occorre. Durante un concerto tutto ciò non è possibile perché è tutto in movimento: sul palco è un susseguirsi di effetti di luce, fumi e peripezie della band e, anche con un cavalletto a disposizione, le foto risulterebbero mosse, un po’ come la foto che abbiamo utilizzato per la nostra rubrica.
Se, invece, si aumenta la sensibilità ISO, le foto possono risultare più chiare, ma saranno compromesse da molto rumore digitale perché la fotocamera cercherà di aggiungere quelle informazioni che non è riuscita a catturare a causa della poca luce arrivata al sensore.
Il mix che concorre alla realizzazione di una buona foto, quindi, è composto, non solo dal sensore, ma anche dal gruppo ottico (fondamentale perché è quello che si occupa di far giungere la luce al sensore stesso) e dalla circuitazione interna che elaborerà le informazioni.
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Le digicam compatte hanno sensori troppo piccoli e, quindi, sono poco sensibili e non ideali per catturare le informazioni che servono per una buona foto durante un concerto.
Certo, da un modello all’altro cambiano molte cose: una da 100 euro farà foto peggiori di una da 500 euro, ma la differenza si noterà più in altri contesti. Di notte a un concerto c’è bisogno, invece, di una macchina dotata di un sensore di dimensioni maggiori e, di conseguenza, anche più sensibile: la soluzione ideale non può che essere una Reflex.
In una situazione come quella di un concerto, non c’è competizione che regga: anche la Reflex più economia scatta foto migliori della digicam compatta più costosa. Oggi, poi, è possibile trovare in vendita modelli a partire da poche centinaia di euro che possono dare sicuramente maggiori soddisfazioni di qualsiasi compatta. Chi non ci crede, può fare la prova a scapito del suo portafoglio. Basta provare a fare una foto con il Sony-Ericsson Satio, un telefonino con fotocamera integrata da 12 megapixel e che ha un prezzo al pubblico maggiore di 600 euro, e ripetere la stessa cosa con una vecchia Canon EOS D60 da 6 megapixel (che su eBay si trova a meno di 300 euro): sarà tutto un altro Mondo.

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