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  • Schattenkinder: Vision Of Nightfall

    Schattenkinder

    Data di uscita: 26-07-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Incantevole e lieve

Schattenkinder è il nome di un combo tedesco categorizzato nel genere dark wave. Dopo un demo e un EP arriva questo “Vision Of Nightfall”, prodotto con un budget serio e con una qualità del suono distinta e chiara. Solo che non c’entra niente con la dark wave. Spesso io vedo questo caso come un sollievo, la dark wave va lasciata a chi la sente dentro ed è in grado di tirarne fuori la potenzialità psichica. Seguendo invece la loro propria ispirazione, i Schattenkinder hanno creato un album trance-ambient, lievemente pop, con percussioni eteree alternate a electronic beats, atmosfere rarefatte e notturne.
La musica è interamente basata su tastiere e programming, realizzate dal duo Reiner e Sven, sezione archi suonata dalla bella Katia, e giochi di voci, canto leggero/canto lirico/sussurrato delle ancora più carine cantanti Katharina e Madeleine. I testi sono in tedesco, inglese e francese. Nel caso della madrelingua, devo ammettere che riesce a dare un’incredibile impressione di dolcezza il modo in cui viene sussurrata con il giusto pathos per esempio in “Mondnacht”, primo brano di un certo rilievo. Ancora più piacevole è l’effetto di questi sussurri bassi messi in primo piano mentre la seconda voce dipinge ammirevoli vocalizzi, cantando una seconda strofa in simultanea. Esperimenti di polifonia che vengono accompagnati da arpeggi di chitarra classica, ritmati da electronic beats lenti e drammatici, sollecitati da un violino la cui armonia è fortemente sentimentale. “The Moon, The Stars” riesce a coinvolgere con il suo andamento melodrammatico tipico della romanza, con voce suadente e piena di sfumature, e giustifica in parte il riferimento alle melodie classicheggianti pubblicizzato dal gruppo. Deliziosi momenti di transizione tra un verse e l’altro, con il violino ad intensificare l’emotività del brano, alleggeriscono però il tutto. Ascoltare gli Schattenkinder è un po’ come cadere in una trance notturna tardoromantica, dove l’intimità della musica mette ancora più in risalto i colori timbrici delle due voci, come nella bellissima “Vernal Night” o nel duetto polifonico in “Seirene” o ancora nella teatrale e sottile “Unser Traum”.
Potrei dire che il gruppo ha fatto bene così, ha promesso e ha mantenuto, con dedizione vera e senza falsa modestia. Ma non nascondo che la speranza di una possibile evoluzione, magari rivolta ad accrescere la profondità ed il coinvolgimento dei pezzi verso un grado ancora superiore di intensità emotiva, sarà quello che proverò quando mi troverò fra le mani il loro prossimo disco. Gli Schattenkinder hanno potenzialità davvero molto buone.

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