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    Scream Silence

    Data di uscita: 21-04-2005

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Quel troppo che dà l’idea del traguardo inarrivato

Questo act tedesco mescola rock melodico, a tratti pesante, ad elettronica, alla lezione canora di David Gahan qualche ottava più in basso. Il quarto album della loro carriera mette a segno qualità molto interessanti banalizzate da qualche particolare che ha reso qualcosa di potenzialmente ottimo semplicemente buono.
“The Sign” si ricorda per un approccio melodico-elettronico piacevole sin dall’intro del brano. Ampio respiro e sentimentalismo, arpeggi ipnotici, che vanno a costituire il centro del songwriting del gruppo, crescendo intensi e graduali sottolineati da un disteso riffing elettrico. “Without A Trace” continua sul filo conduttore della piacevolezza, con una struttura schematica verse-chorus-verse ma ricca d’arrangiamenti per evitare l’effetto d’eccessiva ridondanza, e soprattutto grazie al refrain di tastiera decisamente commerciale e carismatico. “Living In The Rose”, il singolo “Curious Changes” e “My Swallow Bride” si possono osservare sotto un comune denominatore, ovvero ballad chitarristiche sorrette da un basso caldo e suadente, un tappeto soft di elettronica, voce estremamente grave e sussurrata ad accentuare calore ed intimità. Sulle emozioni distese spesso è il dettaglio di uno o più effetti o strumenti campionati in assolo a fornire quella mobilità che porta i vari brani a stadi progressivi di intensità e piacevolezza. L’eccessiva predicibilità di brani come “Oblivion”, tutt’altro che pessimi ma decisamente ordinari, schematici e mancanti di quella forte pregnanza caratterizzante quelli citati prima, rovinano in qualche modo le ottime impressioni e premesse iniziali. La pianistica “The Sleep” è pronta a convincerci del valore onesto degli Scream Silence, e ne siamo persuasi, certamente. Ma presentare brani privi di forte spessore, anche melodico, dopo aver predisposto l’ascoltatore ad una sfiziosa ed intensa gradevolezza è un peccato che si paga, instillando forse anche una leggera delusione.
C’è da dire che comunque il gruppo non si pone ambizioni estreme, ed è comunque una gradita offerta musicale che in più episodi lascia convinti ed emotivamente toccati. Consigliato a chi ha trovato interesse nella nuova corrente teutonica di electronic rock melodico-malinconico, non mancherà di sprigionare le sue doti di morbida musicalità.

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