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Uno dei film che più hanno scatenato l’esuberanza delle giovanissime fangirl al Festival Internazionale del Film di Roma 2014 è sicuramente “Love, Rosie” di Christian Ditter che uscirà il 30 ottobre nelle sale italiane con il titolo “#ScrivimiAncora”.

Motivo primario delle grida di giubilo intorno al red carpet dell’Auditorium sono i due protagonisti Sam Claflin (“Hunger Games – La Ragazza di Fuoco”, “Posh”) e Lily Collins (“Biancaneve”, “Shadowhunters”).

Tratto dal romanzo “Where Rainbows End” di Cecelia Ahern, adattato per il grande schermo da Juliette Towhidi, “Love, Rosie” è una commedia romantica e generazionale che parte da fine anni 90 (nostalgici di MSN Messenger?) e arriva fino a oggi: Alex e Rosie sono amici fin da bambini, si vogliono profondamente bene e farebbero qualsiasi cosa l’uno per l’altra.

Lui è un tipo simpatico, ambizioso e con le idee non troppo chiare sul proprio futuro. Lei è una ragazza generosa, vivace e pragmatica ma ha un talento speciale per infilarsi in situazioni problematiche. Il film, lo avrete già capito, si poggia sulla solita domanda: l’amicizia di Alex e Rosie si trasformerà in amore? E questo amore potrà funzionare?

Se il target di “Love, Rosie” sono solo i coetanei delle ragazzine che abbiamo incontrato qui al Festival, la visione è certamente godibile e coinvolgente. Per chi invece ha qualche anno in più – e in vita sua ha visto parecchi film dello stesso genere (“Quattro matrimoni e un funerale”, “Il matrimonio del mio migliore amico”, il recente “Questione di tempo”, solo per citarne alcuni) – le disavventure sentimentali di Alex e Rosie possono al massimo strappare qualche sorriso.

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