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  • Scusate se esisto!

    Diretto da Riccardo Milani

    Data di uscita: 20-11-2014

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Da circa cinque anni a questa parte — più o meno dopo lo straordinario successo al botteghino di “Cado dalle nubi” di Checco Zalone — i produttori italiani hanno deciso di investire quasi esclusivamente su pellicole dai toni brillanti e demenziali, fonti sicure d’incassi e panem et circenses dell’intrattenimento cinematografico nostrano. Il risultato è stato un sovraffollamento dei palinsesti con la media di una commedia al mese circa. Anche il regista Riccardo Milani, dopo “Benvenuto Presidente!” dello scorso anno, ha proseguito il suo cammino nel revival della commedia italiana, tornando nelle sale con il nuovo “Scusate se esisto!”.

Il film è la storia di Serena (Paola Cortellesi), un architetto dal grande talento che, dopo una serie di successi all’estero, colta dalla saudade per la sua terra, decide di tornare nell’Italia retrograda e senza futuro dei giorni nostri. Barcamenandosi tra mille lavoretti, si innamora di Francesco (Raoul Bova), avvenente omosessuale fresco di divorzio, con il quale intreccia un profondo rapporto di amicizia e complicità. I due si aiuteranno vicendevolmente a superare i loro problemi: la discriminazione sessuale sul posto di lavoro che subisce Serena e la difficoltà di Francesco a confessare la propria omosessualità al figlio piccolo.

Nonostante una trama abbastanza scontata e molto lineare, “Scusate se esisto!” riesce ampiamente nell’obiettivo di intrattenere per un’ora e mezza lo spettatore. Lungi da qualsiasi deriva demenzial-pecoreccia, l’umorismo del film, sfruttando il classico stilema della commedia degli equivoci, è semplice e in fin dei conti efficace pur non toccando mai livelli altissimi di comicità.

Riccardo Milani è bravo a sfruttare le peculiarità del suo stile, come le sporadiche scene “musical”, già presenti nella sua serie tv “Tutti pazzi per amore”, e quell’interesse per le situazioni di disagio giovanile tipiche del suo primo cinema — vedi “Auguri professore” e “La guerra degli Antò” — frutto del suo apprendistato con Daniele Lucchetti.

Paola Cortellesi risulta l’assoluta mattatrice della pellicola, sempre convincente nelle parti più vivaci e brillanti. Raoul Bova non riesce ancora a esprimersi come vorrebbe e dovrebbe, considerata la sua carriera ventennale nel mondo dello spettacolo. Sicuramente non è coadiuvato da una parte abbastanza debole che sconfina sovente in una macchietta psicologicamente davvero poco interessante. Un film senza troppe pretese, godibile, sicuramente superiore a molta della commedia spazzatura da cui siamo invasi oggigiorno.

Pro

Contro

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