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Se abbiamo preso l’Alcatraz…

Il concerto de I Ministri all’Alcatraz del 21 marzo risultava sold out ma aleggia il sospetto che in realtà la gran parte dei biglietti sia stata acquistata dai bagarini, che vendevano copiosamente davanti l’ ingresso in via Valtellina, piuttosto che da gente reale, dato che il locale era sì molto pieno, ma vivibile.

Il trio milanese, cui si continua ad aggiungere sul palco F. con la sua chitarra, pur non essendo ufficialmente uno della band, ha sfoggiato le divise nuove stile esercito tedesco della Grande Guerra, e una scenografia che ricorda quella di Marilyn Manson quando giocava a fare il nazista: rossa e nera, con una grande M e la pantera sui pannelli laterali.

Un concerto intenso, consono al muro sonoro che “Per Un Passato Migliore” propone nei suoi brani, in cui Divi e Fede si sono come sempre dimenati, lanciando bottigliette d’acqua alle prime file e preoccupandosi della salute degli astanti, seppur parlando meno con il pubblico e sicuramente facendo meno i pirla.

Proposte tutte le canzoni del nuovo album, compresa “Mille Settimane”, nel secondo bis, per la prima volta suonata dal vivo, pochi, come prevedibile, i brani più datati: “Gli Alberi” (dedicato come di consueto “alla vecchia guardia e a chi arriva da più lontano”), “Tempi Bui” con un intro quattroquarti di tamburo su cui tutti i ragazzi dell’Alcatraz si sono messi a battere le mani. Un pezzo con un basso dritto come un fuso, dal suono secco ed implacabile, bella nonostante un errore di tempo di Michelino Esposito sulla seconda strofa, errore non isolato, dato che qualche strafalcione è stato commesso anche su “Diritto Al Tetto”. Tra gli evergreen anche “Non Mi Conviene Puntare In Alto”.

Alle 23:00 pausa, ripresa con “Le Nostre Condizioni” e “La Mia Giornata Che Tace”, più siparietto di Divi che non solo ha promesso al pubblico di non lasciarlo mai, ma ha anche ricordato come I Ministri siano “rinomati per la loro eleganza. Infatti abbiamo messo la M di Modà sugli amplificatori”. A conclusione, “Il Bel Canto” con il solo Fede alla chitarra e Divi alla voce e allo stage diving: una consuetudine che anche il passaggio a sale concerti più grandi non estirpa dal cuore de I Ministri, che trale altre cose sono settimi nella classifica dei dischi più venduti in Italia questa settimana.

Si è ripreso dopo un’altra pausa con “Fuori”, “Mille Settimane”, presentata direttamente da Fede e – ovviamente – “Abituarsi Alla Fine”. Perché, come si diceva, va bene il settimo posto in classifica vendite ma I Ministri sono tradizionali.

Felicissimi per il calore dei fans (i cori erano tanti che si faticava a sentire la voce di Auteliano quando cantava), Divi li ha più volte ringraziati: “A ‘sto giro ci spaccate il culo, non era mai successo e siamo emozionati” e “Signore e signori, come risparmiare sulla palestra, ormai lo abbiamo capito: un nostro concerto!“. Addirittura Fede preso dal delirio “Se abbiamo preso questo posto, possiamo prendere tutto!!

Quindi, per chi ce l’ha fatta, un aftershow al Rocket.

“Stare Dove Sono”
“Il Sole (È Importante Che Non Ci Sia)”
“Mammut”
“Comunque”
“Caso Umano”
“Gli Alberi”
“La Pista Anarchica”
“Una Palude”
“Tempi Bui””Spingere”
“Diritto Al Tetto”
“Non Mi Conviene Puntare In Alto”
“Le Nostre Condizioni”
“La Mia Giornata Che Tace”
“Il Bel Canto”
“Fuori”
“Mille Settimane”
“AbituarsiI Alla Fine”

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