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Non Luoghi Musicali: Se la direzione artistica esplode

L’idea di base è quella di mettere una pulce nell’orecchio ad ogni direttore artistico, improvvisato o meno che sia. Lo sviluppo di quest’idea ha condotto all’esplosione di un ruolo che non avrebbe mai potuto avere tante facce. Non parliamo di multipersonalità, ma di un gruppo di nove ragazzi – per i quali l’adolescenza è già poggiata sul web 2.0 – capitanato da Valerio Borgianelli, uno che deve affidarsi ai più giovani per tornare coi piedi per terra. Perché se è vero che dieci teste comportano un numero illimitato di nodi e che il pettine, in termini economici e organizzativi, resta sempre uno, è altrettanto reale l’entusiasmo respirato al Centro Commerciale Campania di Marcianise durante la rassegna Non Luoghi Musicali.

Da febbraio ad aprile, ogni venerdì un concerto gratuito in alternanza tra rock, jazz e classica. La stampa locale è stata pronta a ribadire fin da subito come un luogo simile fosse distante da ogni possibile location per la musica live. “Le critiche iniziali sono state il tempo che avrei volentieri evitato”, ci dice Valerio. “Le energie spese per la rassegna ci hanno regalato tante soddisfazioni, il dialogo anche, ma le opinioni basate sui preconcetti son state una gran rottura!”

La scommessa puntava alto, tanto da introdurre nel cartellone due produzioni firmate Non Luoghi Musicali come quelle della Roma Termini Orchestra con Marcelo Nisinman e la chicca “Music for 18 Musicians” di Steve Reich, eseguita per la prima volta sotto l’ombelico di Roma. Queste due tra le serate che i ragazzi ricordano con maggior entusiasmo, come due grandi vittorie personali capaci di regalare al grande pubblico sensazioni sconosciute agli occhi e alla vista. Sentieri Selvaggi e Amadinda Percussion Group seguono a ruota libera.

Si son fatti portatori sani della citazione di Peter Brook secondo la quale “un uomo attraversa un palcoscenico e un altro lo osserva: è sufficiente a dare inizio a un’azione teatrale”. E con questa filosofia gli episodi si sono rincorsi, dalla Donà a Bugo, passando per Nada, Sinigallia e Dente, a proposito del rock. “Ora ascolto musica che prima non ascoltavo”, dice Giusy guardando la fotografia dell’esperienza vissuta. E se Arianna e Saverio si sono già conquistati due impegni lavorativi grazie all’etichetta acquisita di manager musicale, Raffaella non avrebbe mai immaginato di stare dall’altra parte dello spettacolo, lei che con la voce ci lavora.

Hanno risposto ad un annuncio beccato per caso online, si son messi alla prova durante il colloquio e subito son stati catapultati nel bel mezzo di una direzione artistica. Valerio non ha dubbi, il loro ruolo è stato fondamentale nell’approccio con le star. Arrivare nel luogo del concerto e trovare una banda di nove scalmanati pronti a buttar giù qualunque imbarazzo dev’essere insolito. Il buongiorno si vedrà pure dal mattino, ma il buon venerdì si vede da Raffaele, che nello schieramento tra divi e antidivi non ha alcun dubbio su dove posizionarsi. Ogni settimana anche un’intervista pensata (?) e realizzata dai ragazzi, con Alessia e Antonio in prima fila per il cubo di Rubik delle domande. Tutto sotto lo sguardo attento di Dario e Delia, che hanno vestito i panni del manager serio e responsabile.

Se fosse stata una ricetta Non Luoghi Musicali si sarebbe accomodata a pieno titolo tra la nouvelle cousine, dopo aver conquistato palati difficili e versato il miglior vino anche a chi si dichiarava astemio. La metafora rende bene l’esperimento, ma Non Luoghi Musicali resta un tentativo di riprendere in mano la cultura, renderla accessibile e scartarla dall’involucro d’elite che da troppo tempo la racchiude. Se gli si chiede il futuro della musica live, Dario e Valerio concordano nel pensare ad un pubblico pagante, ma sono tutti carichi e già al lavoro per ripetere il successo, stravolgerlo, stupire e ancora – ovviamente – far parlare tutti.

Se non vi è ben chiaro il ritratto di famiglia, qui di fianco trovate la gallery fotografica di Antonello & Montesi che vi riporta uno ad uno ogni componente della direzione artistica esplosa. Ognuno col proprio segno di riconoscimento.

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