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Secret Sphere: “Archetype”: metallo italiano

Annata intensa, questo 2010 per gli italianissimi Secret Sphere. Inizio col botto a supportare i Gamma Ray in giro per l’Europa, ed ora il nuovo album “Archetype”. Ci siamo fatti raccontare la genesi del disco e le sensazioni di questi ultimi mesi in casa Secret Sphere.

Ciao e benvenuti su Loudvision! È uscito da pochissimo il vostro ultimo lavoro “Archetype”, ci racconti da quanto tempo ci stavate lavorando e come ha preso forma?
Ciao Andrea! “Archetype” è un lavoro che ci ha impegnati per parecchi mesi. La stesura dei brani è stata abbastanza immediata, ma ci siamo concentrati molto tempo in studio e non, sugli arrangiamenti e su ogni piccolo aspetto dell’album.

Quando si ascoltano nuovi dischi è facile tirar fuori somiglianze e differenze con i precedenti o con le diverse fasi che il gruppo ha attraversato. Ma sentiamolo da uno dei protagonisti! Com’è questo “Archetype” rispetto ai dischi precedenti e alla storia dei Secret Sphere?
Ho letto sul web parecchie opinioni sulle influenze del disco; chi parla di richiami all’album “A Time Never Come”, chi ci vede parti del penultimo “Sweet Blood Theory” e così via.
A mio parere Archetype ha il pregio di ripescare le soluzioni migliori dei Secret, che spaziano dalle orchestrazioni degli ultimi anni, alle ripartenze power dei primi, aggiungendo tantissimo heavy metal come forse mai è stato impiegato dalla band.

Dieci tracce, più due bonus nell’edizione europea. Se ne dovessi estrarre un paio, quali vorresti citare e perché?
Citarne solo un paio è un casino! (ride, ndr.) Dalla registrazione del disco fino ad oggi i pezzi preferiti hanno continuato a variare incessantemente, com’è giusto che sia.
Attualmente però “The Scars That You Can’t See” con il suo incedere gothic e così maledettamente moderno, e ” Future”, che mescola sapientemente potentissimi cori e riff metal, rimangono in testa alla lista.

Anche noi ne vogliamo citare un paio per due particolarità: la prima è “The Look”: cover dei Roxette. Come mai quest’idea?
Da grandi amanti dei Roxette, abbiamo subito pensato che riproporre questa cover sarebbe stato divertente e esaltante. Dopo questo ragionamento “The Look” passa in testa alla lista precedente! (ride, ndr.)
[PAGEBREAK] La seconda è “Line Of Fire”: c’è una parte che richiama non poco gli Hammerfall e la loro “Hearts On Fire”. Quanto è cercata o voluta questa somiglianza?
Contrariamente a quanto si può pensare, la canzone – e il ritornello soprattutto – sono stati scritti direttamente senza voler somigliare agli Hammerfall o altro. È stato un piccolo caso, e comunque per fortuna ci ha pensato Trevor dei Sadist, con la sua partecipazione alla song a sviare ogni dubbio!

Diverse fonti (straniere!) riportavano fra le anticipazioni che ci sarebbero stati alcuni special guest come Alessandro Conti e Damnagoras… è vero?
Assolutamente! Ale e Damna hanno collaborato all’album condividendo con me e Ramon tutti i cori del disco! Siamo tre band in ottimi rapporti e appena c’è stata la possibilità di questi special guest, beh, non ce li siamo fatti sfuggire.

Oltre a questa collaborazione, Trick or Treat ed Elvenking hanno suonato anche alla serata per il vostro decennale, e di recente Alessandro vi ha prestato la voce in diverse occasioni. Come si è creato questo legame?
È un legame che parte da qualche anno indietro. Solo dal 2009 però abbiamo avuto la possibilità di dividere più volte il palco. Infatti oltre alla serata del decennale, nelle edizioni dell’Italian Headbangers Fest siamo saliti alcune volte tutti insieme sul palco, sottolineando questo legame. Pensa che Andy e Fede dei Secret, usciranno nei prossimi mesi con una nuova band proprio con Damna alla voce.

L’ultimo anno è stato parecchio intenso per la band, siete stati anche in tour con i Gamma Ray. Ci racconti qualcosa di questa esperienza?
È stata un’esperienza unica! Tutti noi siamo dei grandi fan dei Gamma Ray e di Kay Hansen e dividere il palco ogni sera è stato qualcosa di impagabile. Il pubblico ogni sera era caldissimo e grazie anche alla crew del tour, abbiamo passato due mesi in paradiso!

Chiusura con una delle domande di rito per le band, ma questa volta la risposta non è detto sia scontata: in quale paese avete il riscontro migliore di pubblico o vendite?
Come detto poc’anzi, tutte le date sono state favorite da un pubblico stupendo, ma volendone citare solamente alcune penso che la Spagna e la Bulgaria siano stati i palchi più potenti; ma non dimentichiamoci dell’Italia, abbiamo potuto constatare con mano che il nostro pubblico quando è tirato in ballo non ha niente da invidiare!
I riscontri di vendita per il nome Secret Sphere, hanno raggiunto i migliori traguardi nel Giappone e nei paesi Scandinavi, speriamo ora che Archetype possa entusiasmare il pubblico, quanto lo ha fatto con noi!

Grazie e ciao da Loudvision!

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