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Selvaggiamente Marta

Travolgente il concerto che i Marta sui Tubi hanno tenuto sabato al Latte + di Brescia.
Molto in forma, in particolare Carmelo Pipitone, il chitarrista orso della band nata come duo acustico e via via allargatasi sino a diventare un vero gruppo, con violoncello e tastiera. E quando Carmelo è in forma, Giovanni, il vocalist, è in forma, e il concerto diventa divertente e i Marta Sui Tubi tirano fuori il loro fascinoso nonsense, espresso al meglio in alcune canzoni portate sabato sera, quali “Murtury”, con richiesta di cantare il ritornello, che è in siciliano («vogliamo terronizzare il Nord», ha annunciato Giovanni) ovvero: «prima era zita cu sbirro ora sugnu zita cu’ muratury!», con risultati agghiaccianti tra i numerosi bresciani presenti in sala, o il pizzaiolo egiziano che fa da intro a “Il Giorno Del Mio Compleanno”.
Il concerto è andato via come una locomotiva, con molta intensità, vivacità e forza, un pezzo via l’altro (e la set list era ricchissima), tra i grandi classici della band e pezzi inattesi (tipo la divertentissima “Camerieri” e “Arco E Sandali”).

Giovanni ha aperto la data comunicando al pubblico «Voi mi APPARTENETE» per poi mettersi a parlare della «fiera delle armi che c’è poco lontano da qui. Noi siamo pacifisti e siamo con i disertori» (infatti sono seguite una via l’altra “La Canzone Del Disertore” e “Carne Con Gli Occhi”) . Giovanni ha ricordato che «le armi sono fatte per uccidere, se no che armi sono? L’economia non deve essere questa e le industrie di armi vano riconvertite».

Uno dei momenti apicali del concerto è stata la canzone “Camerieri”. Sono molto belle le canzoni in cui Carmelo e Giovanni duettano e “Camerieri”, che riporta il pensiero di un cameriere e di un cliente (diffidenti l’uno dell’altro, pensano «lui sicuramente è comunista!»), è sicuramente una di queste: viene eseguita con grande pathos e divertimento.
“Il Giorno Del Mio Compleanno” è stata invece la canzone per così dire più stravolta del repertorio dato che, con la nuova formazione, si sono dovuti inserire violoncello e tastiera, ed è diventato un pezzo swing sempre in crescendo. Anche “Dominique” («una canzone che parla di zoccole») è stata del tutto ribaltata, tanto da diventare letteralmente apocalittica. Nuova anche l’introduzione di “Di Vino”, fatta con Tetsuya, ovvero il violoncellista Mattia Boschi.
Classica e meno coinvolgente “Cromatica” («che parla di un mondo immaginario abitato dai colori, ricordando che senza luce, però, è tutto nero»).

Conclusione roboante con Carmelo che sputa (aveva smesso, nel tour precedente), il batterista “al gusto fragola”, Ivan – Rustichella – Paolini, impeccabile come sempre (ma un po’ impassibile, quasi pensieroso, forse per i problemi tecnici, numerosi, che si sono verificati sul palco) e una base registrata realizzata dal fonico che già da sola vale il prezzo del biglietto, tanto è delirante e ridicola. Complimenti ragazzi. Concerto imperdibile.

Al Guinzaglio
La Spesa
La Canzone Del Labirinto
L’Unica Cosa
Canzone Del Disertore
Carne Con Gli Occhi
Camerieri
Il Giorno del mio Compleanno
L’Abbandono
Dominique
Cromatica
Di Vino
Vecchi Difetti
Arco E Sandali
Muratury
Coincidenze
Le Cose Più Belle Sono Quelle Che Durano Poco


Cinestetica
Cristiana
Perché Non Pesi Niente

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