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Senza limiti e senza coraggio

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L’assunto principale è decisamente singolare: cosa saremmo in grado di fare se potessimo sfruttare interamente le facoltà del nostro cervello? Tra gli elementi di godibilità presenti in “Limitless”, action-thriller fantascientifico diretto da Neil Burger, compare sicuramente la confezione stilistico-formale, caratterizzata da un andamento frenetico, eccessivo e allucinato che ben si adatta alla condizione mentale del protagonista, potenziato e velocizzato nelle sue abilità intellettive e, di rimando, anche fisiche. Ecco che allora lo stile da videoclip trova una perfetta aderenza al tipo di storia narrata e si fa apprezzare con tutte le sue zoomate, carrellate veloci, scritte sovrapposte sullo schermo. Notevole, come nel caso del precedente “The Illusionist” di Burger, anche la fotografia che ben rappresenta le due “personalità” del protagonista, mostrandoci due mondi differenti in base alle sue modalità di percezione. Il giovane Bradley Cooper, infine, è un ottimo protagonista, capace di staccarsi dal solito repertorio comico.

Ciò che manca in “Limitless” è il coraggio e la costanza di mantenersi saldi al tema di fondo, inserendo invece nella narrazione numerose digressioni costituite da sottotrame inutili quanto noiose e banali, soprattutto quella inerente la mafia russa, e personaggi secondari stereotipati e posti al centro di risoluzioni fin troppo prevedibili e telefonate. Tra questi c’è l’ex-moglie del protagonista interpretata da Anna Friel, già vista nel bellissimo telefilm “Pushing Daisies” e il grande Robert De Niro, nel ruolo forse più scontato di tutti, anche se interpretato col giusto cipiglio sornione e ammiccante.

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