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  • Sera Cahoone: Only As The Day Is Long

    Sera Cahoone

    Data di uscita: 18-03-2008

    Loudvision:
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Tipi da Sub Pop

Arioso arpeggio di chitarra acustica, un colpo di timpano a battuta e melodica linea vocale. Con “You Might As Weel” Sera Cahoone dà il benvenuto in un mondo dove il suono, tra visioni bucoliche e scorci di vita vissuta, diventa mezzo essenziale per creare atmosfere di ricercata raffinatezza e sinuosa poeticità. Difficile dire se Seattle abbia un ruolo in tutto questo, quel che è certo è che da quella misconosciuta città nel pieno nord-ovest degli Usa (stato di Washington), oltre ad un certo Jimi Hendrix alla volta di Londra, partì anche l’ultima vera rivoluzione musicale che l’America ricordi dai tempi dell’esplosione del rock’n’roll, il grunge.

A manovrare il timone c’era allora la mitica Sub Pop, scopritrice di talenti del calibro di Green River, Mudhoney, Nirvana e Soundgarden. Oggi, a vent’anni di distanza, l’etichetta esiste ancora e, nonostante, la partecipazione al 45% di una major come la Warner, mantiene intatta quella filosofia indie che le permette di continuare nella sua opera di talent-scouting. L’ultima scoperta in ordine cronologico è appunto Sera Cahoone, classe ’75, nativa del Colorado e già batterista dei Band Of Horses. Una cantautrice ispirata, che conosce la materia e si diletta a manipolarla secondo le proprie attitudini compositive. Raccoglie il meglio della tradizione country-western, la rilegge in chiave popular e serve sul piatto un risultato che porta con sé una nuova interpretazione del rock indipendente.

La sua voce resta nella difficile via di mezzo tra il delicato e l’ammaliante, mentre le chitarre dobro, vere protagoniste di questo “Only As The Day Is Long” (e “Happy When I’m Gone” insegna), tessono in continuazione armonie di ampio respiro e banjo, pedal steel, armoniche a bocca e violini corredano in modo egregio gli arrangiamenti dei dieci brani del lotto. Un album maturo e, si passi l’ossimoro, gioiosamente malinconico, a tratti Drake-iano, ma di piacevole e rilassante impatto. E se nell’ascoltare l’opera di questa Neil Young al femminile capiterà di avvertire echi di Uncle Tupelo o di certo cantautorato americano, non gliene si faccia una colpa, i frutti migliori non cadono mai troppo lontani dall’albero.

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