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Sergio Cammariere: Mano nella Mano a Milano, report live e scaletta

26 Gennaio 2015. Ore 20.45. Milano. Siamo nel cuore del Teatro Dal Verme, che palpita per l’attesa dell’inizio. E’ la mia prima volta qui, anche se non è la prima volta in cui assisto a un live di Sergio Cammariere. Nonostante intorno a me tutto sia nuovo, ogni cosa si tinge quasi di una strana conoscenza pregressa, di ambiente e persone. Gente estranea, ma amica, lì riunita per il cantautore calabrese che, felice di ritrovarci, arriverà poco dopo per accompagnarci “Mano nella Mano” in questo suo nuovo tour teatrale.

 

Lo spazio è grande e la folla, prima persa qua e là, adesso prende posto.

Tutto allora tace mentre le luci illuminano il palco. L’attenzione si fissa sul piano. Il concerto ha inizio.

 

Sergio Cammariere appare, elegante come sempre, saluta e forse un po’ per timidezza o perché non trova le parole, si esprime fin da subito come meglio sa fare: “Tema di Malerba” rompe il silenzio della sala. Versione acustica, intima, solo piano. Per parafrase altri noti, tu chiamale se vuoi, emozioni.

E’ tutto un crescendo. “La vita ci vuole”, “Mano nella mano”, “Le porte del sogno” fanno spazio agli altri membri della storica band: Luca Bulgarelli al contrabbasso, Amedeo Ariano alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni. E’ una festa di note: dal Jazz alla Bossa Nova. Ritmi latini ed iberici si alternano a ballate swing ed armonie dal sapore baltico.

Ogni suono è atto a coinvolgere i presenti, ogni brano ad abbracciarci e guidarci in questa magica serata: sospese nell’aria, trattenute da fili invisibili, le parabole acustiche infrangono il suono e lo direzionano in questo scenario delle meraviglie, per un’acustica incredibilmente avvolgente e vibrante.

 

“L’amore non si spiega” vede calcare il palco da un altro grande musicista, Fabrizio Bosso, guest star della serata. E da questo momento in poi è come in Fantasia 2000: chiusi gli occhi, puoi immaginare la linea del suono che, come in un elettrocardiogramma, dapprima resta bianca e retta, regolare e piatta, e poi non appena eccitata da note libere e improvvisate in piccole jam sessions tra i vari musicisti, vibra, si spezza, si colora, si anima di passione.

 

Perché, come una promessa, tutto quello che un uomo può fare, Cammariere, con la sua musica, per noi questa sera lo farà. Ci fa allora cantare un’intera strofa di questo brano che da Sanremo lo ha portato alla ribalta, e continua improvvisando una danza nel mezzo di un arrangiamento eseguito dall’amico Bosso.

 

Tra virtuose improvvisazioni e sognanti interpretazioni dei suoi successi più classici, questa sera con “Padre della notte”, “Via da questo mare”, “Sorella mia”, “Tempo perduto” si sancisce nuovamente l’eccellenza tra musica e parole di questo mutevole cantautore che in quarant’anni di carriera regala emozioni.

 

Il pubblico ringrazia: standing ovation.

 

La scaletta di Sergio Cammariere al Teatro del Verme di Milano:

 

Intro – Tema Di Malerba

La Vita Ci Vuole

Mano Nella Mano

Io Senza Te, Tu Senza Me

Le Porte Del Sogno

 

L’Amore Non Si Spiega

Le Incertezze Di Marzo

Ancora Non Mi Stanco

Tempo Perduto

 

La Canzone Dell’Impossibile

Padre Della Notte

 

Dalla Pace Del Mare Lontano

Tutto Quello Che Un Uomo

Via Da Questo Mare

Libero Nell’Aria

Sorella Mia

 

(Bis)

Cantautore Piccolino

Ed Ora

 

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