Home > Recensioni > Seun Kuti & Egypt 80: From Africa With Fury: Rise

Sticazzi

“I wanna see a brighter day with the children playing, laughing”.
Seun Kuti, sì, è il figliol prodigo di Fela Kuti.
Seun Kuti, sì, è incazzato.

Ce l’ha a morte con chi sfrutta l’Africa (e non si tratta solo degli europei o degli statunitensi) e vuole che qualcuno si levi di ‘ulo per porre fine alla tortura perpetrata ormai da secoli.
“Rise” è la parola intorno a cui ruota il concetto dell’album intero – composto, ahinoi, da sole sette canzoni -, fatto di ritmi completamente afrobeat e world, con tanto di cori dalle voci possenti come solo in Nigeria.

Un disco che è molto più di un oggetto di valore culturale: ci si spinge oltre i confini della mozione umanitaria e politica.
La politica vera, senza corrotti e corruttori.

Per avere solo 29 anni, il musicista nigeriano ha le idee chiare e spera che il proprio appello venga udito in lungo e in largo sul globo terrestre – quello che gli auguriamo noi, del resto.
Sax, trombe, tamburi e percussioni di ogni sorta, chitarre che preludono al blues donano all’LP una solida base strumentale.

Pro

Contro

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