Home > Recensioni > Seven Witches: Amped

Correlati

Le sette streghe sono tornate a picchiare!

Come una squadra di calcio, la formazione dei Seven Witches cambia line up ad ogni nuovo album. Così “Amped” segna l’ingresso dell’ennesimo singer (il quarto in sei album): Alan Tecchio (ex Hades e Watchower) rimpiazza l’halfordiano James Rivera. Muta conseguentemente il sound della band americana, che si poggia ora su sonorità più thrash e speed rispetto al passato. Resta stabile il vero cuore del gruppo, Jack Frost, ex Savatage, confermando di essere l’unico ispiratore dell’inossidabile e tagliente espressione musicale delle sette streghe. La matrice originaria è un U.S. power diretto ed irruento, lontano dai barocchismi europei. Tuttavia “Amped” estremizza il sound e non a pochi sembrerà di risentire i riff dei Pantera, dei Metallica o dei Kreator (si confronti per es. l’opening track). La voce di Alan è roca e sporca, non lascia spazio a melodie particolareggiate. Alla discreta produzione si accompagna una particolare perizia degli altri tre musicisti che, tra l’altro, come da tradizione, anche questa volta regalano una cover (“Flesh For Fantasy” di Billy Idol).
L’unica pecca dell’album è di non creare episodi particolarmente entusiasmanti, cosicché tutta la violenza che sviscera (di cui è manifesto evidente anche la durata modesta dell’album) sembra talvolta restare fine a sé stessa.

Scroll To Top