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Metal igienico

Si muovono spesso con goffaggine le band di christian metal, un po’ limitate dalla solennità dei testi, un po’ dalla necessità di garantire un sound genuino e pulito. Finiscono poi, quasi tutte, per annacquare la loro stessa natura tra interstizi sinfonici e di laccata melodia.
La critica tocca solo in parte i Seventh Avenue che, con il successore di “Eternals”, mostrano un sound roccioso, oscillante tra il power e l’heavy melodico. I tedeschi ci mettono tutto l’impegno per garantire delle sonorità impetuose e, al tempo stesso, di facile presa commerciale. Nei settanta minuti, alternano, agli anthems in puro stile Helloween, anche ballate hard rock e corpose cavalcate. Il perno principale si chiama Herbie Langhans, voce trascinante e debitrice degli insegnamenti di Jorn Lande.
Ma la band fallisce poi nella fase di scrittura: qui, infatti, il gioco di collage si perde tra costanti richiami ai Gamma Ray, Running Wild, Helloween e Iron Maiden. Le composizioni, pur dignitosamente strutturate, mostrano un metal igienico: isometrico e sgrassato, tutt’altro che originale. E, dopo aver piacevolmente orecchiato l’intero album, ci si accorge che è come aver giocato con il guscio vuoto di una lumaca.

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